Toccalo tu, il pungitopo (PslA 2009)

Di Daniela Losini | mercoledì 16 dicembre 2009 alle 11:18

Sì, pensavo, sì.
Lo faccio, lo scrivo. Prima lo penso poi lo scrivo.
C’è tempo. C’è tempo.
Il tempo vola. Ma il tempo se vuoi lo accorci o lo allunghi. Penso le cose da scrivere prima e poi lo scrivo, quel post. Scrivo un racconto. Vorrei prima pensarlo e poi scrivendolo, riuscire a far sì che la giusta sfumatura emotiva emerga dalle righe. Mentre lo si legge quel post sotto l’albero, vorrei raccontasse dei colori delle bacche del pungitopo, della loro perfezione e delle spine sulle foglie. Voglio che pensi: bello il pungitopo ma toccalo dalla parte sbagliata il pungitopo, e poi mi dici.

Prima di scrivere devo rimuginare un racconto che si racconti così: urticante ma con gentilezza. Ti posso dire che ho visto una foglia arancio su un prato verde e ti racconto un pomeriggio. Per narrarti del mio stato d’animo potrei mostrarti quella statua senza un braccio o quella siepe con tutte le foglie secche infilate dentro al verde rigoglioso ma forse sarebbe una metafora leziosa. Solo non riesco, ora, a trovarne altre perché ci devo pensare bene. Ho tempo per farlo.

Aveva dichiarato la scadenza il committente. Scriveva lettere gentili, il committente. Per ricordare la consegna. E io pensavo c’è tempo c’è tempo ma non è mai stato così.  Pensavo ho tempo ma invece urlavo come il Bianconiglio è tardi, è tardi.
Non avevo abbastanza paura. Non avevo abbastanza timore. Non avevo abbastanza coraggio per dire no, non lo faccio chemmefrega e nemmeno spocchia a sufficienza per poterlo irridere superba, quel post sotto l’abero. Maledetto, maledetto. Poi è arrivato il giorno che è finito il tempo. Non avevo scritto una parola che fosse una. Allora l’ansia mi ha coperta come un manto di nebbia oscura e ho provato a cucire scuse per la mia cialtroneria ma nessuna di loro era buona. Si sfilavano. Si ribellavano alla trama.

Adesso sono quasi quieta ma non faccio altro che pensare: è tempo, è tempo, è tempo. E mi sento costretta.

Questa camicia mi sta stretta. Mi sta stretta. Mi sta stretta. Mi. Sta. Stretta.

grazie al Sir
Categorie: Blog
Tag: ,
1 Commento