La strategia della lumaca

Di Daniela Losini | domenica 15 marzo 2009 alle 00:03

è viscida.

Del perché e del percome certe volte sono zen

Di Daniela Losini | giovedì 12 marzo 2009 alle 11:53

Ci son delle volte che scopro di essere paragonabile, per qualche secondo, a un monaco zen.

L’altro giorno ho chiamato un signore che dovevo per lavoro, questi ha iniziato la telefonata con un bestemmione quando gli ho detto che non poteva più andare in un certo posto a ritirare quanto gli spettava perché quel posto era chiuso, e in quell’altro nemmeno ci poteva andare perché pure quello era chiuso.

Ha tirato giù altri quattro saracchi e se l’è presa rispettivamente con: dio, la madonna, gesù e qualche santo  del calendario che avanzava.

Ho alzato di un tono la voce per riuscire a chiudere la telefonata come un bravo robottino, ignorandolo ma questo tutto piccato ha detto “Non urli eh e stia calma!”.  Allora in sei secondi netti ho pensato: non prendo lo stipendio da 4 mesi, mi danno noia tutto il giorno quelli che chiagnono e fottono in continuazione, mi danno persino fastidio alcuni amici, mi dan fastidio tante cose. E sono stata in silenzio almeno trenta secondi (son tanti 30 secondi di silenzio al telefono) e  poi ho detto “Tante belle cose e buonasera”.

La conta degli stupidi

Di Daniela Losini | martedì 10 marzo 2009 alle 14:56

Metti che in una stanza ci siano molte persone.

Metti che in quella stanza, luogo (cena, tavolo, quel che volete) si dibatta di un qualcosa che tutto sommato è inutile, forse dannoso certo superfluo, chiediti sempre chi sta facendo la figura dello stupido perché se non è uno dei tuoi interlocutori allora, lo stupido  sei tu.

Sulla strada, c’è sempre una storia

Di Daniela Losini | domenica 8 marzo 2009 alle 23:07

In questo preciso momento della mia vita so già che percorrerò un certo numero di chilometri. La colpa o fortuna è di questo libro, dove in mezzo a altre tredici signore, ci sono anche io.  Uscirò di casa per andare in posti diversi dai soliti quattro nei quali vado. Io la chiamerei grossanovità, tutto attaccato.

Questa storia scorre parallela con un’altra storia che comunque non è finita, anzi non se ne vede proprio la fine e che è collegata, a un’altra storia ovvero quella di fare colloqui, cercarsi un impiego. Perché sul cercarsi qualcosa da fare io ve lo assicuro, per pigra che sono finisce sempre che sto facendo qualcosa.

Questa è anche un’altra storia collegata alla mia passione principale: ovvero osservare la gente, studiarla, costruirmi delle storie e provare a raccontarle poi.  Oggi a Cigognola (PV) ne ho incontrate parecchie: c’era una mia collega una delle 550 persone che forse rimarranno senza lavoro e la vedevo nel pubblico tutta attenta che  mi sorrideva  orgogliosa e io lo sentivo proprio che lo era; c’era il matto del paese un signore che ha fatto per quarant’anni l’ingegnere a Milano e che scrive delle poesie strampalate e le distribuisce in fotocopia e annega nel vino un dolore che gli leggi nella faccia e che senti nel fiato, uno che si porta dietro uno strazio di solitudine che non vi saprei descrivere; poi c’era una signora con due occhi verdi liquidissimi che mi si è avvicinata e mi ha detto “Guardi, io quando leggevano le righe del suo racconto, io mi sono commossa”  allora lì ti rendi conto che forse, mettersi a scrivere ha davvero un senso. Che poi il risultato quale sia non lo so, lo devono decidere gli altri.

E va bene così.

Wired, quel che penso

Di Daniela Losini | domenica 8 marzo 2009 alle 11:48

Intanto anche se uno lo sa,  è vero e confermo che per l’ennesima volta, gli abbonati sono lettori di serie b.tom

Mi è arrivato a casa dopo una settimana dall’uscita ufficiale e parliamo di Milano su Milano*.  Tempistica pessima.
Dal lato inchieste ci siamo anche se, ad esempio, la Montalcini non l’avrei fatta intervistare da Giordano, troppo inflazionato e quel RLM abbreviato l’ho trovato orribile quanto a licenza letteraria.
Alcuni box sono troppo stile  internetleso: che mi frega di come si converte un video da youtube quando lo posso fare in rete?
Intuisco uno scheletro saldo ma da implementare con una visione più ampia e più da innovatore reale e non da stabilizzatore di contenuti.
Per intenderci: lo stile assomiglia molto alle pagine tecnologiche di Glamour che sono ben costruite e accattivanti e non voglio sentir parlare nè di rivista femminile nè di maschile ché la tecnlogia, proprio non ha sesso. Nonostante i portatili rosa eccetera, eccetera.
Rilevo un’ossatura e un impianto che per il futuro potrebbe reggere ma bisogna osare un po’ di più senza timore del giudizio.

ph tomstardust

*non è un dato certo, vedi commento di Suzupearl

Benvenuti (mica che dovete anche far commenti sull’arredamento eh)

Di Daniela Losini | domenica 1 marzo 2009 alle 15:59

Volevo una casa nuova e ora ce l’ho.

Un ringraziamento speciale va all’amica Suzupearl, per la fantasia, il lavoro grafico e i suggerimenti.

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Lascio cinemax dopo quasi cinque anni, pr5 (catepol, renditi conto!), millemila post,  e altrettanti commenti e soddisfazioni e un archivio di film sconfinato che pian piano integrerò qui dentro.

Ricominciamo, dudes.

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