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Di Daniela Losini | mercoledì 24 giugno 2009 alle 10:57

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Ciao io vado e poi torno.

Gaslight (e poi muori)

Di Daniela Losini | martedì 23 giugno 2009 alle 10:49

Ho letto su un giornale di questo particolare effetto psichiatrico.

Provo a sintetizzare: ci sono delle persone che elaborano trabocchetti psicologici sottili agli altri, magari sono pure persone a te vicine che te poi, nemmeno ti sogni possano esistere queste cose ma al di là del fatto che anche gli psichiatri devono lavorare e inventarsi delle patologie, leggere la definizione di gaslight mi ha messo in moto il rimugino.

In poche parole esistono persone che fanno di tutto per manipolare il prossimo, lentamente corrodono la fiducia in se stessi, sostituendola con insicurezza, ansia e dipendenza dal loro giudizio. Lo dico per il tuo bene è la tipica espressione di un gaslighter.

Inoltre, ci saran vari livelli di perpetrare tale pratica ma rimaniamo in superficie che a me già basta la superficie, a inquietare i miei attuali pensieri.

Ci ho pensato per un po’ e mi è venuta in mente una cosa.  Le definizioni accademiche tendono sempre a migliorare – non fosse altro per la necessità di sviscerare il concetto con un maggior uso delle parole che si sa, spesso, hanno una funzione razionale – la percezione della definizione.

Secondo me quelli o quelle che fan così sono solo dei gran rompicoglioni che vanno buttati  giù dal primo dirupo a portata di spinta.

Darwin sarebbe contento?

Di Daniela Losini | lunedì 22 giugno 2009 alle 11:10

Scoperta nuova specie appartenente alla famiglia dei suinidi.

Un gruppo di etologi di fama mondiale si è riunito decretando il nume vulgaris col quale indicare tale specie: facocero arcorianus e individuando in alcuni tratti principali, il comportamento tipico:

- tendenza a mutar forma a secondo degli interventi estetici che si auto-procura. Da osservarsi notevoli capacità mimetiche financo si trovi in ambienti a lui non congeniali;

- spiccata attitudine all’apprendimento della lingua (su base imitativa alla stregua dei pappagalli) sviluppando autoctone e notevoli rielaborazioni della realtà, che straordinariamente non corrispondono mai alla reale percezione;

- predilezione all’accoppiamento all’inpiedi (causa vertebre delicate) e a smistare le femmine su giacigli di varia nomenclatura;

- consistenza rada del manto peloso, color tendente alla nuance rosso-paolo-limiti;

- ipertrofia del cavo anale (la cui funzione è tuttora al vaglio degli Esperti).

*reprise

Forza Panino

Di Daniela Losini | venerdì 19 giugno 2009 alle 13:13

non ho bisogno di dire altro in questi giorni.

Volevo esser come quelli che nonglienefreganiente

Di Daniela Losini | mercoledì 10 giugno 2009 alle 10:45

ma non è possibile.

Ho un temperamento sanguigno.

Mi arrabbio con una velocità pari al microsecondo.  In questo periodo del piffero faccio molte cose:  porto i cani della Gina in giro e la Gina mi dà la mancia.  Parlo con la mia figlioccia che ha tredici anni. Alcuni ripetenti vogliono convicerla a farsi toccare e io le dico “A te va?” E lei “No” allora hai risposto alla domanda, figlioccia. Scrivo delle cose a sprazzi e spedisco cose in giro solo che non risponde nessuno e mi incavolo e poi mentre sono in giro – se son sulla strada – passo a trovare la nonna, gli amici e le amiche che è un bel modo di farsi passare la rabbia quella di goder  della loro compagnia.

Lo stato la cigs me la pagherà tra sei mesi (andar bene), dunque lo stato è come un cliente che la prende lunga con la differenza che se telefoni per ottenere il tuo credito, non ti risponde. Non ti risponde nemmeno male.  Non ti risponde nessuno. Il che mi fa incacchiare in modo sordido ma non ci posso fare niente.

La salute tutto bene, finché non faccio gli esami e io di farli non ne ho molta voglia perché se scopro che non sono come devono essere,  mi arrabbio ancora di più.

A quelli ma tu scrivi, io gli spaccherei la faccia. Pure a quelli ma dai hai tempo come anche a quelli finirà presto ma anche a quelli dai, che non ti puoi lamentare (in effetti no è vero perché a essere te mi sarei già mortauccisa tre volte) ma anche quelli hihihi pensa a quelli che stanno peggio. A furia di pensare a quelli che stanno peggio, mi è venuto un fegato grosso così: saran mica l’unico metro di paragone della sfiga galattica, ma porca miseria se io fossi una di quelle che stanno peggio (e per alcuni è matematico che lo sia) mi arrabbierei da morire. Va pensa a quella lì che sta peggio di te, oh  somaro trovati qualcun altro come esempio.

In ogni caso caro fisco se passi di qui sappi che mi sono inventata tutto perché sai, a noi scriventi piace cincischiare con le parole e raccontare delle fole (tranne la storia che mi arrabbio spesso, quella è vera).

Correre sulla ghiaia

Di Daniela Losini | venerdì 5 giugno 2009 alle 14:13

Non so a voi ma a me capita spesso di fare gli stessi sogni.

Quando ho delle preoccupazioni ho notato che sogno di prendere treni (questo da sempre anche se ultimamente in treno ci passo davvero molto tempo) oppure metropolitane o autobus  per andare in qualche posto che conosco o per raggiungere dei posti che non conosco.

Esco di casa con le mappe o una qualsiasi bussola per orientarmi:  quelle vere oppure i percorsi stampati con google.  Ho tutto l’occorrente per non perdermi ma poi a un certo punto succede qualcosa e nel sogno cambia tutto.  La solita stazione non è più la solita stazione, prendo una direzione e dopo aver controllato almeno tre volte che sia quella giusta, cambia all’improvviso.  Certe volte si aggiunge una variante:  sono convinta di essere uscita di casa di tutto punto come sono io che son pignola e poi mi accorgo che non ho le scarpe.

Di solito mi sveglio con l’ansia oppure mi fanno male i piedi perché prova tu a correre sulla ghiaia o sul cemento per acchiappare un treno.

L’altra notte ho fatto il solito sogno: questa volta ero uscita con palese anticipo e indossavo un paio di scarpe proprio belle e comode ma a un certo punto le scarpe non c’erano più e io ero in ritardissimo.

Correvo e sudavo e la borsa che portavo mi dava un peso enorme sulla schiena. Sono arrivata alla stazione mentre  il treno che dovevo prendere mi è sfrecciato davanti tutto soddisfatto per essere riuscito a fregarmi. Avevo il cuore che mi rimbalzava nella gola come una cicca americana sproporzionata e mi stavano venendo su negli occhi, almeno tre o quattro lacrime isteriche.

Poi da non so dove è arrivato il Capo Stazione.

“Signorina, perché corre?”

“Devo prendere il treno!”

Lui mi ha guardato e poi ha visto che non avevo le scarpe. Dal borsello ha tirato fuori un paio di sandali (pure carini, devo dire) e me li ha dati.

“Signorina, cosa si agita a fare” era calmo, l’uomo più calmo, zen e equilibrato del mondo: “siamo alla stazione. Di treni, qui, ne passano tanti”.

No, dico

Di Daniela Losini | venerdì 5 giugno 2009 alle 10:41

sabato si sposa mia sorella.

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