Mi sono rimasti i pensieri della sera

Di Daniela Losini | martedì 24 gennaio 2012 alle 23:41

E li vorrei tenere per me.

Il giorno che Antonio si vide riflesso

Di Daniela Losini | martedì 13 dicembre 2011 alle 20:19

Antonio non è un tipo facile al lamento. Gli chiedi una cosa e la fa e se non può ti dice di no e morta lì.

Gli avevano insegnato che nella vita si lavora duro e allora lui ha sempre fatto quello che doveva essere fatto. Poi un giorno la fabbrica dove aveva vissuto per quasi venti anni era diventata di qualcun altro. Poi di nessuno.

C’erano stati i due anni di cassa integrazione che poi erano i soldi che già gli avevano tolto dalla busta paga per quasi venti anni. Lo faceva un po’ sorridere questa cosa qui che in fondo, era come se si stesse pagando da solo, che quei soldi lì che eran suoi avevano fatto un giro stranissimo per poi ritornare all’origine.

Si era arrangiato e non aveva nemmeno smesso di fumare per risparmiare sulle sigarette solo aveva imparato a comprarsi il tabacco e a farsele lui.

Si era dato da fare per rendersi indispensabile come tuttofare: un colpo a quell’impianto elettrico, venti euro, Antonio mi sistemeresti la tapparella? Quindici euro e una fetta di torta salata.

Poi un giorno Antonio si è visto riflesso nella vetrina di un negozio: c’era un accrocchio trapano e attrezzi che poteva essere utile da comprare per fare un piccolo investimento ma insomma c’era da ragionarci, bisognava anche vedere se la domanda di pensione veniva accettata.

Antonio si è visto riflesso e gli è venuto il magone: ostia, sono vecchio si è detto. E gli è venuto da piangere.

Mi son messa a pensare

Di Daniela Losini | martedì 29 novembre 2011 alle 21:42

e allora ho capito che dovevo scrivere qualcosa. Quando comincio non so mai bene cosa scriverò. Però so che lo devo fare.

Adesso mi viene in mente che le giornate sono così corte che il tempo che intercorre tra l’aver aperto gli occhi il mattino e richiuderli la sera serve giusto a dare i crocchini alle gatte, ricordarmi di scrivere quella mail e organizzare la settimana con tutte le consegne del lavoro.

Così mi finisce subito il tempo e mi viene l’ansia. Ho due telefoni: una scartina e un telefonetto come si deve. La scartina mi sta abbandonando e la sto abbandonando anche io. Una volta per farmi cancellare gli sms doveva succedere tipo una catastrofe. Adesso ho fatto dei passi avanti perché li cancello appena arrivo a cento. Il numero della scartina ce l’hanno gli amici, il lavoro, le persone che ho conosciuto da dieci anni a questa parte. Un sacco di gente che se mi chiedi di raccontartela ti dico che è anche cambiata questa gente, qualcuna di queste persone è addirittura morta. Una roba che se ti fermi e ci pensi, ti toglie il respiro.

Dieci anni di telefonate son tanti. Son la guerra di Troia e una vita di un regazzino, tra dieci anni mio nipote dirà sì sì a una raccomandazione mentre farà esattamente il contrario.

Tra dieci anni forse il telefonetto utile di ora sarà la scartina e sarò una scartina definitivamente anche io ma senza più l’angoscia che mi viene ancora troppe volte di dimostrare delle cose. Chissà perché.

Poi mi è venuto in mente cosa vuol dire ritirarsi: vuol dire continuare a fare le proprie cose ma senza quella roba lì del mettersi a correre come pazzi. Mi piace.

Poi, spegni la luce

Di Daniela Losini | domenica 30 ottobre 2011 alle 22:00

L’altro giorno mi son messa a scorrere alcune foto che avevo scattato. Solo tre settimane fa avevo ancora i sandali. Da qualche giorno invece ho rimesso gli anfibi. Nel frattempo ho capito alcune cose.

- Ci sono delle persone che scambiano l’affetto per una forma di controllo: non funziona. Mai.

- Ci sono delle persone che incatenano altre con le loro fottute paure: non funziona. Prima o poi si viene ai coltelli.

- Non serve il quieto vivere: serve capire.

- Non serve raccontare le cose, serve farle. Ma se c’è qualcuno che le racconta dopo, è perfetto.

- Il dolore fisico è qualcosa che si dimentica sempre in fretta e che si rimuove: ogni volta che torna ti ricordi perché la rimozione è utile.

- Non saprei dirvi cosa significa stabilire un legame con un essere umano: so per certo che capita o non capita. Con mio nipote è capitato subito. Come se fosse sempre stato lì, come se lo spazio fisico per lui da quello mentale fosse passato a quello tangibile.

- Ogni volta che ci sono delle cose da sistemare e che non funzionano serve ragionare, lasciar decantare. Lasciar passare anche qualche tempo e riprenderle, poi le parole per spiegare arrivano.

- Ci sono delle persone che se ti succede qualcosa di bello, sì sono contente per te ma poi dicono però o ma. Non so se questa cosa mi piace. Ci sto riflettendo.

- No, non mi piace. Ho deciso.

- Questo post vale per un paio di mesi.

- Esci presto la mattina e mi spiace sempre di non svegliarmi e trovarti lì, ma poi so che mi telefonerai alle otto e che io brontolerò perché lo farai mentre starò facendo colazione o sarò alle prese con una grana di lavoro da sistemare. Questa cosa mi piace perché spero che tu non smetterai mai di telefonarmi e io di sbuffare. Si chiama matrimonio.

- Le giornate sono più corte e viene buio prima e il buio serve a riposare. L’ultimo che esce, spenga la luce.

Quest’estate non finisce mai

Di Daniela Losini | martedì 4 ottobre 2011 alle 14:44

e forse non mi dispiace.

Due o tre cose che devi sapere sulla seconda parte della (tua) vita

Di Daniela Losini | mercoledì 3 agosto 2011 alle 16:16

Quel che di seguito andrò a elencare vale come post per i prossimi tre mesi. Metto le mani avanti.

- Tanti la chiamano crisi ma non c’entra niente: quelli a cui la crisi ha davvero portato via qualcosa non lo dicono mica è stata la crisi, non ti dicono niente e basta.

- I capelli bianchi mi perseguitano da un anno e trovare lo shampoo riflessante giusto (senti che eufemismo, che talento mentitore) è stata un’odissea. Un’odissea partecipativa perché nessuno si è esautorato dal dare pareri specifici; ok il rosso wannamarchi merita scherno; ok. Potevi tacere lo stesso non è che devi sempre commentare a capocchia non richiesta i guai degli altri; delle volte le cose più sceme nascondono fragilità che tu poi dici chissenefrega se sei fragile e io ti dico hai ragione e poi ti dico stammi bene ché non puoi proprio dire niente altro, perché tra noi è finita.

- Sono stata molto arrabbiata. Per tanti motivi. Quelli giusti. Quelli sbagliati. Che ne so. Il perdono non è mica una cosa solo cristiana (son furbi quelli han preso la cosa più suggestiva e taaac), è una cosa che richiede un lavoro di smerigliatura certosina. C’è un cantiere e ci son delle cose che smerigli allora. Prima o poi ce l’avrò il capanno del perdono, è utile.

- Mi vergogno della gente fatta così: di quelli che costringono quegli altri a farsi tutta la strada. Quella strada lì è anche incidentata di solito e quelli che non si muovono stanno fermi perché altrimenti finirebbero in una buca. Non si capisce perché ci dovrei finire io nella buca. Non ti muovi? Arrangiati.

- Che sei diventato/a vecchia lo capisci il giorno che cominci a farti raccontare le cose e non le racconti più tu; a tredicianni ne avevo novanta e ad avere un secolo addosso oggi non è malaccio perché ti serve. Un giorno potrebbe capitarti di guardare Precious: saprai riconoscere la sòla di film ricattatorio becero che ti stanno rifilando (no ma parliamo dei close up; una volta ne ho fatti un paio in un video e quando li ho visti ho provato una vergogna infinita per me stessa, non so come ha fatto Lee Daniels a non suicidarsi).

- Ci sono parecchie cose che possono succedere nella seconda parte della tua vita: ché poi, se ci pensi bene, se sai chiudere la prima accostando la porta con leggerezza e decisione, delle volte è tutta discesa. So mica se è vero ma è una cosa certamente sana da pensare.

C’è questo post che avrei voluto scrivere meglio di come l’ho pensato

Di Daniela Losini | sabato 16 luglio 2011 alle 19:43

ma poi mentre ci pensavo ho cambiato idea e non l’ho scritto più. Secondo me ho fatto bene.

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