Gaslight (e poi muori)

Di Daniela Losini | martedì 23 giugno 2009 alle 10:49

Ho letto su un giornale di questo particolare effetto psichiatrico.

Provo a sintetizzare: ci sono delle persone che elaborano trabocchetti psicologici sottili agli altri, magari sono pure persone a te vicine che te poi, nemmeno ti sogni possano esistere queste cose ma al di là del fatto che anche gli psichiatri devono lavorare e inventarsi delle patologie, leggere la definizione di gaslight mi ha messo in moto il rimugino.

In poche parole esistono persone che fanno di tutto per manipolare il prossimo, lentamente corrodono la fiducia in se stessi, sostituendola con insicurezza, ansia e dipendenza dal loro giudizio. Lo dico per il tuo bene è la tipica espressione di un gaslighter.

Inoltre, ci saran vari livelli di perpetrare tale pratica ma rimaniamo in superficie che a me già basta la superficie, a inquietare i miei attuali pensieri.

Ci ho pensato per un po’ e mi è venuta in mente una cosa.  Le definizioni accademiche tendono sempre a migliorare – non fosse altro per la necessità di sviscerare il concetto con un maggior uso delle parole che si sa, spesso, hanno una funzione razionale – la percezione della definizione.

Secondo me quelli o quelle che fan così sono solo dei gran rompicoglioni che vanno buttati  giù dal primo dirupo a portata di spinta.