Conan The Barbarian

Di Daniela Losini | lunedì 31 ottobre 2011 alle 22:07
Parte decisamente svantaggiato il Conan degli anni del 3D (anche basta, dosatelo), dei reboot per evidente mancanza di idee, dei film "Dai li rifacciamo sono passati almeno vent'anni!". Ci sono John Milius e il granitico faccione di Schwarzy coi quali confrontarsi. C'è soprattutto Milius: le atmosfere ansiogene, quella mistura irripetibile di avventura, oscurantismo, epica e superstizione dove ogni minuto di girato era un'apocalisse. Dalla sua il nuovo Conan ha – ed è - Jason Momoa.
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Source Code, Duncan Jones

Di Daniela Losini | martedì 19 aprile 2011 alle 12:16
Seconda prova del talentuoso Duncan Jones autore di Moon piccola, grande gemma incastonata nel panorama sci-fi cinematografico. Questa volta il regista ha a disposizione mezzi e star mainstream pur nel senso più positivo del termine, Jack Gyllenhaal, Michelle Monaghan e Vera Farmiga. Jones riesce a non farsi fagocitare dal sistema mantenendo la propria cifra alienata ed estranea alle logiche più strettamente commerciali. Un capitano (Gyllenhaal) che ha servito con onore durante la guerra in Afghanistan si risveglia completamente frastornato nei panni di un altro uomo mentre parla con un ragazza (Monaghan). Poi uno scoppio squarcia la normalità della conversazione e si risveglia di nuovo.
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Potiche

Di Daniela Losini | lunedì 14 marzo 2011 alle 16:23
Catherine Deneuve e Ozon. Il regista poliedrico e sperimentatore (dallo splendido "Il tempo che resta" a "Otto donne e un mistero" per citare gli estremi del suo cinema rispettivamente dramma e commedia più riusciti) e la sua Musa. Una corsa al mattino presto, un sospiro, gli uccellini, un mondo dorato e quasi perfetto. Lei è stata una bionda donna di classe, sposata a un ombroso e pignolo marito più che rompiscatole proprietario di un'azienda che produce ombrelli. Potiche è la bella statuina che la pettoruta Suzanne ha, fino al momento della svolta, interpretato con devozione e ostinazione pervicace.
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Scontro tra Titani

Di Daniela Losini | mercoledì 21 aprile 2010 alle 13:56
Quasi trent'anni fa "Scontro tra Titani" segnò in qualche modo la ripresa del peplum e dei film ad alto costo.

Effetti speciali made in Ray Harryhausen, stop-motion, enormi scorpioni inferociti e il Kraken di gomma che esigeva il tributo umano per placare l'ira degli dei contro la città di Argo, furono i fattori che resero in qualche modo il film indimenticabile. Si era ragazzini e ben si ricorda il gufo di metallo, Medusa, Perseo, Pegasus il bianco cavallo alato.

Si saccheggiò dalla mitologia greca per restituire uno spettacolo alle platee, il cinema in luogo dell'anfiteatro e l'operazione ebbe il suo seguito. Oggi spiace che per piazzare il remake a cura di Louis Leterrier (l'ultimo controverso Hulk con Edward Norton era suo) si stia puntando sul 3D all'ultimo minuto tanto per far grancassa di risonanza all'effetto in voga.
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Alice nel Paese delle Meraviglie

Di Daniela Losini | mercoledì 7 aprile 2010 alle 20:23
Nella mani di Tim Burton il 3D diventa un’opera d’arte e a tratti, riesce a essere anche poesia. Alice nel Paese delle Meraviglie nella versione di colui che diede i natali a indimenticate creature come Edward Mani di Forbice e Frankenweenie (prossimo film del nostro) tarato sulle giusta aspettativa, non delude. Ora, non ci faremo traviare da disamine del testo, dalla fedeltà o meno allo stesso – qui, si appartiene alla scuola di pensiero che apprezza se il film è altro dal testo – da parte della pellicola, ma ci perderemo volentieri, ruzzolando nella tana del Bianconiglio.

Permeato da un tono folle e di pazzia strisciante, non è così apertamente sfacciato e colmo di nonsense. Siamo sempre in territorio Disney e dunque pur rimanendo nell’ambito delle stranezze (diversamente dal complicato e alienante “Nel Paese dei Mostri Selvaggi”) tutte le bizzarre creature che popolano Sottomondo, emanano familiarità.
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Lourdes

Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:18
Lourdes è uno splendido film asettico che esamina chirurgicamente il supermercato del miracolo. Sonda e fa emergere con forza i sentimenti umani – antipatia, gelosie, invidie - che la misericordia mariana scatena, quando decide la guarigione a scapito di altri questuanti.

Pullman organizzati, viaggi scanditi da tempi ridigissimi, pasti, colazioni, bagni nelle piscine d'acqua, file, escursioni, crocerossine, guardie, preti, suore. Una giovane donna in sedia a rotelle, come milioni di altre, tenta la strada della grazia. Nella stessa comitiva vi sono alcune donne credenti, terribili comari senza appello che cuciono sentenze addosso a chiunque.

Mettono in croce il prete accompagnatore con lecite domande sull'iniqua distribuzione della bontà divina tra i fedeli (ma come? ho già compiuto tre pellegrinaggi! Perché a me niente?).
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Il Profeta

Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:16
Jacques Audiard (Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore) costruisce un film denso e coeso toccando vette di coinvolgimento al cardiopalma. Non c’è un momento di rilassatezza possibile in platea. Intreccia inserti soprannaturali che si amalgamano senza discostare l’attenzione dal filo della trama principale. Meritato Gran Premio della Giuria a Cannes 2009.

Un prophète racconta la storia di Malik El Djebena (un ottimo Tahar Rahim che incarna eccelso ingenuità e forza) diciannovenne condannato a sei anni di carcere costretto a muoversi nel mondo gerarchizzato della criminalità all’interno del carcere.

Arabo di origini ma non praticante musulmano viene individuato come pedina dal boss còrso (stranissima e suggestiva lingua, auspichiamo che nella versione doppiata non si perda tale idioma) Luciani (Niels Arestrup) per eliminare un avversario.
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