Biglietti da visita

Di Daniela Losini | lunedì 4 maggio 2009 alle 11:15

Ultimamente sono stata in tanti posti e ho incontrato tante persone. Una sera,  si è avvicinato un uomo tutto timido.

Aveva indosso un abito severo, una camicia inamidata ma aveva anche una specie di sorriso negli occhi. Aveva le guance rubizze e le mani da persona che studia.

Pareva uscito da un episodio di Ai confini della Realtà, a pensarci bene sembrava proprio il fratello lombardo di Rod Serling.

“Posso darle il mio biglietto da visita?”

“Sì, certo”.

“Lei ha un sito, suo vero? Lo posso commentare?”

“Sì, certo”.

“Buonasera e scusi il disturbo”.

“Si figuri”.

Ho preso il biglietto e l’ho guardato di fretta ma non l’ho visto.  L’ho messo nella borsa assieme alle altre cose e ai pensieri che mi regalano le persone.  Sono tornata a casa tardi. Ho svuotato la borsa ed è uscito anche il biglietto. Questa volta l’ho letto.

C’era scritto:   Scienziato XY,  Presidente dell’Associazione Nikola Tesla.

Cose che succedono (agli altri)

Di Daniela Losini | martedì 24 marzo 2009 alle 11:20

quando porti in giro un libro dove ci sei anche te.

Ci son persone che ti avvicinano, fan finta di incuriosirsi e poi ti chiedono l’indirizzo mail.  Se non glielo dai,  sei maleducata e poi ti odiano.  Se rispondi sì, nove volte su dieci ti mandano il loro manoscritto. Di trecento pagine.

A ogni presentazione è ma-te-ma-ti-co che ci sia il matto del paese, della città, del rione, del circondario, della casa circondariale.

A tutt’oggi risultano pervenuti: il bresciano al festival del giallo che ha chiesto la stessa foto almeno otto volte (non andava bene la posa); il poeta avvinazzato nel pavese che mi parlava a due millimetri dalla faccia, urlando;  PTWG a Parma.

Infine, l’imbacuccato  alla Mondadori a Milano (temperatura nella stanza: 300gradi) che ci ha fatto firmare un foglio con tutti i nomi delle autrici dicendo: “Eh gli autografi scriveteli ben chiari che son per mia nipote”. “Sì certo, a chi mettiamo la dedica?” “A Luca, grazie”.