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	<title>DanielaElle.net</title>
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	<description>Il sito di Daniela Losini</description>
	<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 17:00:35 +0000</pubDate>
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		<title>Tutte le cose che fate, tutte le cose che dite</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Delle volte io, tutte le cose che fate e tutte le cose che dite, non riesco mica a starvi dietro e nemmeno davanti.
A lato sì. Qualche volta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Delle volte io, tutte le cose che fate e tutte le cose che dite, non riesco mica a starvi dietro e nemmeno davanti.</p>
<p>A lato sì. Qualche volta.</p>
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		<title>Sinonimi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La tristezza, lo sgomento, l&#8217;angoscia, l&#8217;apatia, il dovere eccetera, eccetera.
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		<title>Lourdes</title>
		<link>http://www.cinema4stelle.it/Recensione-Lourdes.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Lourdes è uno splendido film asettico che esamina chirurgicamente il supermercato del miracolo. Sonda e fa emergere con forza i sentimenti umani – antipatia, gelosie, invidie - che la misericordia mariana scatena, quando decide la guarigione a scapito di altri questuanti.<br />
<br />
Pullman organizzati, viaggi scanditi da tempi ridigissimi, pasti, colazioni, bagni nelle piscine d&#39;acqua, file, escursioni, crocerossine, guardie, preti, suore. Una giovane donna in sedia a rotelle, come milioni di altre, tenta la strada della grazia. Nella stessa comitiva vi sono alcune donne credenti, terribili comari senza appello che cuciono  sentenze addosso a chiunque.<br />
<br />
Mettono in croce il prete accompagnatore con lecite domande sull&#39;iniqua distribuzione della bontà divina tra i fedeli (ma come? ho già compiuto tre pellegrinaggi! Perché a me niente?).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Lourdes è uno splendido film asettico che esamina chirurgicamente il supermercato del miracolo. Sonda e fa emergere con forza i sentimenti umani – antipatia, gelosie, invidie - che la misericordia mariana scatena, quando decide la guarigione a scapito di altri questuanti.<br />
<br />
Pullman organizzati, viaggi scanditi da tempi ridigissimi, pasti, colazioni, bagni nelle piscine d&#039;acqua, file, escursioni, crocerossine, guardie, preti, suore. Una giovane donna in sedia a rotelle, come milioni di altre, tenta la strada della grazia. Nella stessa comitiva vi sono alcune donne credenti, terribili comari senza appello che cuciono  sentenze addosso a chiunque.<br />
<br />
Mettono in croce il prete accompagnatore con lecite domande sull&#039;iniqua distribuzione della bontà divina tra i fedeli (ma come? ho già compiuto tre pellegrinaggi! Perché a me niente?).]]></content:encoded>
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		<title>Il Profeta</title>
		<link>http://www.directorscup.it/2010/02/15/un-prophete-il-profeta-recensione/#more-4703</link>
		<comments>http://www.directorscup.it/2010/02/15/un-prophete-il-profeta-recensione/#more-4703#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Jacques Audiard (Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore) costruisce un film denso e coeso  toccando vette di coinvolgimento al cardiopalma. Non c’è un momento di rilassatezza possibile in platea. Intreccia inserti soprannaturali che si amalgamano senza discostare l’attenzione dal filo della trama principale.  Meritato Gran Premio della Giuria a Cannes 2009.<br />
<br />
Un prophète racconta la storia di Malik El Djebena (un ottimo Tahar Rahim che incarna eccelso ingenuità e forza) diciannovenne condannato a sei anni di carcere costretto a muoversi nel mondo gerarchizzato della criminalità all’interno del carcere.<br />
<br />
Arabo di origini ma non praticante musulmano viene individuato come pedina dal boss còrso (stranissima e suggestiva lingua, auspichiamo che nella versione doppiata non si perda tale idioma) Luciani (Niels Arestrup) per eliminare un avversario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Jacques Audiard (Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore) costruisce un film denso e coeso  toccando vette di coinvolgimento al cardiopalma. Non c’è un momento di rilassatezza possibile in platea. Intreccia inserti soprannaturali che si amalgamano senza discostare l’attenzione dal filo della trama principale.  Meritato Gran Premio della Giuria a Cannes 2009.<br />
<br />
Un prophète racconta la storia di Malik El Djebena (un ottimo Tahar Rahim che incarna eccelso ingenuità e forza) diciannovenne condannato a sei anni di carcere costretto a muoversi nel mondo gerarchizzato della criminalità all’interno del carcere.<br />
<br />
Arabo di origini ma non praticante musulmano viene individuato come pedina dal boss còrso (stranissima e suggestiva lingua, auspichiamo che nella versione doppiata non si perda tale idioma) Luciani (Niels Arestrup) per eliminare un avversario.]]></content:encoded>
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		<title>365horror.com</title>
		<link>http://danielaelle.net/2010/02/03/365horrorcom/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[365horror]]></category>

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		<description><![CDATA[È nato  il progetto per un ebook intitolato Un horror al giorno – 365 notti con la paura.
Si tratta di un ebook scritto a quattro mani e strutturato in schede giornaliere, riguardante il cinema horror, che verrà rilasciato a dicembre 2010.
Il testo sarà diviso per settimane: ognuna avrà un tema differente.
Io e  Barbara Ripepi siamo già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È nato  il progetto per un ebook intitolato <a href="http://www.365horror.com/">Un horror al giorno – 365 notti <img class="alignright size-full wp-image-1719" title="clipboard01-300x173" src="http://danielaelle.net/wpress/wp-content/uploads/2010/02/clipboard01-300x173.jpg" alt="clipboard01-300x173" width="300" height="173" />con la paura</a>.</p>
<p>Si tratta di un ebook scritto a quattro mani e strutturato in schede giornaliere, riguardante il <strong>cinema horror</strong>, che verrà rilasciato a dicembre 2010.</p>
<p>Il testo sarà diviso per settimane: ognuna avrà un tema differente.</p>
<p>Io e  <a href="http://suzupearl.com/">Barbara Ripepi</a> siamo già all’opera e abbiamo aperto un <a href="http://www.365horror.com/">blog</a> per raccogliere idee, commenti e suggerimenti e per raccontare tutto ciò che  non troverebbe spazio nell&#8217;ebook.</p>
<p>Che Jason Voorhees ci benedica!</p>
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		<title>C&#8217;è da dire che di cose non ne ho da dire</title>
		<link>http://danielaelle.net/2010/02/03/ce-da-dire-che-di-cose-non-ne-ho-da-dire/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[lettere ai naviganti]]></category>

		<category><![CDATA[memento mori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scritto un sacco di post in bozza e non me ne piace nessuno. È normale?
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto un sacco di post in bozza e non me ne piace nessuno. È normale?</p>
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		<title>Un Mercoledì Da Leoni #25</title>
		<link>http://danielaelle.net/2010/01/20/un-mercoledi-da-leoni-25/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Un mercoledi da leoni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, <a href="http://www.radionation.it/2010/01/20/un-mercoledi-da-leoni-25/">Radio!</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1208 aligncenter" title="prova_mdl_468" src="http://danielaelle.net/wpress/wp-content/uploads/2009/07/prova_mdl_468.jpg" alt="prova_mdl_468" width="370" height="60" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
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		<title>Una vita senza affanni (storia sociopatica)</title>
		<link>http://danielaelle.net/2010/01/18/una-vita-senza-affanni-storia-sociopatica/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono uscito di casa questa mattina  dopo aver compiuto i gesti che eseguo ogni giorno della mia vita. La sera prima di addormentarmi  scorro mentalmente gli abiti che custodisco divisi per colore dentro all’armadio e compongo l’abbigliamento che indosserò il giorno dopo.
Quando mi sveglio, traggo due respiri profondi e mi alzo, infilo le pantofole che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono uscito di casa questa mattina  dopo aver compiuto i gesti che eseguo ogni giorno della mia vita. La sera prima di addormentarmi  scorro mentalmente gli abiti che custodisco divisi per colore dentro all’armadio e compongo l’abbigliamento che indosserò il giorno dopo.</p>
<p>Quando mi sveglio, traggo due respiri profondi e mi alzo, infilo le pantofole che sono poste  davanti alla parte sinistra del letto (la parte dalla quale scendo) poi mi dirigo verso l’<em>armoire </em>come in trance e prendo gli abiti ai quali ho pensato la sera prima.</p>
<p>Li poggio su una poltrona che ho nella camera e mi occupo della mia igiene personale. Mi vesto. Mi preparo e bevo un caffè. Esco come sempre per andare a prendere la metropolitana. A fare un viaggio da carro bestiame. Ho provato ad alzarmi ad orari diversi ma il minor numero di persone che sono riuscito a contare è stato quindici per vagone. Sono sempre comunque troppi individui.</p>
<p>Ho calcolato che non sarà quasi mai possibile fare un viaggio da solo. Potrei usare la macchina dite voi, ma per usare la macchina bisogna saper guidare e per saper guidare è necessario superare un esame. Fare un esame significa parlare con qualcuno. Non è una cosa che mi piace. Sopperisco l’inutile ginnastica labiale con quella mentale. Il mio mondo interiore è assai ricco, sfaccettato e vi posso assicurare che non mi annoio mai.</p>
<p>Ma questa mattina, brumosa, grigia e che annuncia un inverno straordinariamente cinereo anche perché siamo a Milano (gli inverni in Norvegia ad esempio sono molto diversi, sono bianchi e quelli in Africa sono beige) mi sono sentito strano.</p>
<p>Di solito mi sveglio con la giusta dose di rabbia verso il mondo che mi fa borbottare gli ingranaggi e mi fa muovere. La rabbia è il mio motore.</p>
<p>Oggi, invece,  mi sono svegliato con un dito nello stomaco. Come se qualcuno da fuori mi avesse messo qualcosa sull’addome e avesse picchiato con un martello invisibile per poter inserire questo corpo estraneo nel mio petto.</p>
<p>Non gli ho dato peso fino a poco fa ma ora, che sono in piedi nel vagone della metro grazie a un perfetto incastro con gli altri esseri intorno a me, non riesco a ignorarlo. Il dito schiaccia e io, sono sudato.</p>
<p>Sudare, io non sudo mai. Sudare mi fa perdere la concentrazione. Dovete sapere che nella mia vita mi occupo di tutto quello che succede agli altri ma non mi occupo per nulla di me stesso. Non che non abbia amor proprio. È proprio perché amo solo e profondamente me stesso che conoscere gli altri mi permette di valutare in un secondo le variabili e le prevedibili del comportamento dei miei simili e di evitare qualunque tipo di contatto, oltre quello occasionalmente visivo e fisico. Io so cosa voglio ma soprattutto cosa non voglio dagli altri e mi guardo bene dal far capitare incidenti a me sgraditi. Per questo devo, in uno sbatter di ciglia, fotografare chi mi sta intorno e comunicare immediatamente con il linguaggio del corpo il mio disprezzo immediato.</p>
<p>Di solito è come se questi primati per istinto capissero che non è il caso di chiedermi niente, come se sapessero che io altro non desidero che di essere rimosso. Ma oggi sto sudando e questo spiacevole, maledetto contrattempo mi sta obbligando a concentrarmi ulteriormente per evitare che la cosa diventi impossibile da gestire e qualcuno, per disgrazia sua si azzardi a domandarmi qualcosa che in ogni modo ignorerò.</p>
<p>C’è una donna orribile che mi sta guardando ostinata, nonostante i miei chiari messaggi scoraggianti, con un’espressione che definirei apprensiva. Dio, come minimo ha filiato un paio di mostriciattoli. Ha i capelli appiccicati sulla testa in grumi che sembrano sanguisughe nere e umidicce.</p>
<p>Forse spera di trovare conforto alla sua macerazione confrontandola con la mia. Non mi molla un secondo sperando in una crepa nel mio velo d’invisibile isolamento ma riesco a diventare strabico e quindi a renderle impossibile l&#8217;incrocio col mio sguardo.</p>
<p>Continuo pervicacemente a restare attaccato a me stesso e a rimanere ritto sui miei piedi. Non cedo.</p>
<p>E faccio bene perché piano piano il sudore incontrollato rientra e il mio corpo si riassesta.</p>
<p>Non senza conseguenze: sono un uomo distrutto e sono uscito da casa da soli venti minuti. Sono stanco come se avessi corso per centinaia di metri inseguito da un’orda impazzita di giornalisti che vuole avere notizie sulla mia vita.</p>
<p>Con gli occhi colgo il nome della mia fermata. Nemmeno me ne sono accorto. Anche questa mattina ce l’ho fatta.</p>
<p>Mentre scendo, noto con la coda dell’occhio la femmina coi capelli a ricci di mare che cerca ancora sostegno con lo sguardo per il viaggio allucinante.</p>
<p>Siccome è maldestra inciampa mentre si avvia per scendere.  Ha puntato me. Pareva essersi data pace ma ligia fino in fondo alla sua natura deve finire con me questo tragitto.</p>
<p>Inciampando, mi sfiora. La ignoro. Ma si vuole scusare a tutti i costi. Vuole parlare. Vorrei bestemmiare, io.</p>
<p>Dice: “Mi scusi” con una voce imbarazzata e stridula.</p>
<p>La contemplo disgustato. I suoi occhi sono quelli che potrebbe avere un animale in procinto di essere sgozzato, i suoi occhi m’implorano. È una donna orripilante, brutta, triste e grossa. E’ sgraziata e si porta dietro un odore di muffa stantia che ucciderebbe qualunque microbo. Un odore che assassinerebbe chiunque. È una donna goffa, forse inutile con due figli stupidi e un marito sicuramente imbecille che pensa cose peggiori di me quando la vede. È una donna straordinariamente invadente ma le rispondo:</p>
<p>“Su. Non si preoccupi. È stato un viaggio difficile.”</p>
<p>E m’involo, cambiando strada.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Avatar (la resistenza è inutile)*</title>
		<link>http://www.cinema4stelle.it/Recensione-Avatar.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una lavorazione lunghissima, una gestazione che ha fatto lievitare i costi in modo esponenziale - ma la Fox è già ampiamente rientrata - un battage di curiosità, aspettativa, chiacchiericci da dietro le quinte, come è successo in pochi altri casi e dopo le polemiche per la data di uscita, arriva in Italia Avatar, l&#39;ultimo colosso cinematografico (è il caso di definirlo così) di James Cameron.<br />
<br />
Liquidiamo subito le premesse per dovere di cronaca e concentriamoci sul film. Un grande film. La storia è semplice ma non banale come i critici improvvisati, i parrucconi conclamati e i detrattori di professione vogliono farci credere: c&#39;è un mondo originale, primitivo e allo stesso tempo ben connotato (fauna, flora, tradizioni, suggestioni) che risponde al nome di Pandora e gli umani, avidi spaccatutto appoggiati dall&#39;esercito, bramano il minerale nascosto sotto al Grande Albero, luogo nel quale i Na&#39;Vi, gli splendidi abitanti, si sono insediati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Dopo una lavorazione lunghissima, una gestazione che ha fatto lievitare i costi in modo esponenziale - ma la Fox è già ampiamente rientrata - un battage di curiosità, aspettativa, chiacchiericci da dietro le quinte, come è successo in pochi altri casi e dopo le polemiche per la data di uscita, arriva in Italia Avatar, l&#039;ultimo colosso cinematografico (è il caso di definirlo così) di James Cameron.<br />
<br />
Liquidiamo subito le premesse per dovere di cronaca e concentriamoci sul film. Un grande film. La storia è semplice ma non banale come i critici improvvisati, i parrucconi conclamati e i detrattori di professione vogliono farci credere: c&#039;è un mondo originale, primitivo e allo stesso tempo ben connotato (fauna, flora, tradizioni, suggestioni) che risponde al nome di Pandora e gli umani, avidi spaccatutto appoggiati dall&#039;esercito, bramano il minerale nascosto sotto al Grande Albero, luogo nel quale i Na&#039;Vi, gli splendidi abitanti, si sono insediati.]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mondo dei replicanti  (Surrogates)</title>
		<link>http://www.cinema4stelle.it/Recensione-Il-mondo-dei-replicanti.htm</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 14:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Webzine]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Dirige il blockbuster futuristico Jonathan Mostow (U 571, Terminator 3) regista avvezzo alla caciara combattiva e all&#39;azione fine a se stessa.<br />
<br />
Il materiale narrativo sulla carta parrebbe notevole anche se trattato ampiamente: nel mondo del 2054 i Replicanti, meglio, i Surrogati (il titolo originale del film è &#34;Surrogates&#34;) sono articolate e perfette statue senzienti che vivono le vite degli umani, collegati in remoto.<br />
<br />
I mammiferi bipedi rimangono chiusi in casa a provare le varie versioni degli stadi larvali, lasciando alle proprie repliche il compito di sporcarsi le mani, vivere nel mondo, darsi da fare, spassarsela e pavoneggiarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Dirige il blockbuster futuristico Jonathan Mostow (U 571, Terminator 3) regista avvezzo alla caciara combattiva e all&#039;azione fine a se stessa.<br />
<br />
Il materiale narrativo sulla carta parrebbe notevole anche se trattato ampiamente: nel mondo del 2054 i Replicanti, meglio, i Surrogati (il titolo originale del film è &quot;Surrogates&quot;) sono articolate e perfette statue senzienti che vivono le vite degli umani, collegati in remoto.<br />
<br />
I mammiferi bipedi rimangono chiusi in casa a provare le varie versioni degli stadi larvali, lasciando alle proprie repliche il compito di sporcarsi le mani, vivere nel mondo, darsi da fare, spassarsela e pavoneggiarsi.]]></content:encoded>
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