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	<title>DanielaElle.net &#187; Blog</title>
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	<description>Il sito di Daniela Losini</description>
	<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 17:00:35 +0000</pubDate>
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		<title>Tutte le cose che fate, tutte le cose che dite</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Delle volte io, tutte le cose che fate e tutte le cose che dite, non riesco mica a starvi dietro e nemmeno davanti.
A lato sì. Qualche volta.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Delle volte io, tutte le cose che fate e tutte le cose che dite, non riesco mica a starvi dietro e nemmeno davanti.</p>
<p>A lato sì. Qualche volta.</p>
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		<title>Sinonimi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La tristezza, lo sgomento, l&#8217;angoscia, l&#8217;apatia, il dovere eccetera, eccetera.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La tristezza, lo sgomento, l&#8217;angoscia, l&#8217;apatia, il dovere eccetera, eccetera.</p>
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		<title>365horror.com</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[365horror]]></category>

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		<description><![CDATA[È nato  il progetto per un ebook intitolato Un horror al giorno – 365 notti con la paura.
Si tratta di un ebook scritto a quattro mani e strutturato in schede giornaliere, riguardante il cinema horror, che verrà rilasciato a dicembre 2010.
Il testo sarà diviso per settimane: ognuna avrà un tema differente.
Io e  Barbara Ripepi siamo già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È nato  il progetto per un ebook intitolato <a href="http://www.365horror.com/">Un horror al giorno – 365 notti <img class="alignright size-full wp-image-1719" title="clipboard01-300x173" src="http://danielaelle.net/wpress/wp-content/uploads/2010/02/clipboard01-300x173.jpg" alt="clipboard01-300x173" width="300" height="173" />con la paura</a>.</p>
<p>Si tratta di un ebook scritto a quattro mani e strutturato in schede giornaliere, riguardante il <strong>cinema horror</strong>, che verrà rilasciato a dicembre 2010.</p>
<p>Il testo sarà diviso per settimane: ognuna avrà un tema differente.</p>
<p>Io e  <a href="http://suzupearl.com/">Barbara Ripepi</a> siamo già all’opera e abbiamo aperto un <a href="http://www.365horror.com/">blog</a> per raccogliere idee, commenti e suggerimenti e per raccontare tutto ciò che  non troverebbe spazio nell&#8217;ebook.</p>
<p>Che Jason Voorhees ci benedica!</p>
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		<title>C&#8217;è da dire che di cose non ne ho da dire</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[memento mori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scritto un sacco di post in bozza e non me ne piace nessuno. È normale?
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto un sacco di post in bozza e non me ne piace nessuno. È normale?</p>
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		<title>Un Mercoledì Da Leoni #25</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Un mercoledi da leoni]]></category>

		<category><![CDATA[radionation]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera, Radio!



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, <a href="http://www.radionation.it/2010/01/20/un-mercoledi-da-leoni-25/">Radio!</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1208 aligncenter" title="prova_mdl_468" src="http://danielaelle.net/wpress/wp-content/uploads/2009/07/prova_mdl_468.jpg" alt="prova_mdl_468" width="370" height="60" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Una vita senza affanni (storia sociopatica)</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<category><![CDATA[letture serali]]></category>

		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[una vita senza affanni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono uscito di casa questa mattina  dopo aver compiuto i gesti che eseguo ogni giorno della mia vita. La sera prima di addormentarmi  scorro mentalmente gli abiti che custodisco divisi per colore dentro all’armadio e compongo l’abbigliamento che indosserò il giorno dopo.
Quando mi sveglio, traggo due respiri profondi e mi alzo, infilo le pantofole che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono uscito di casa questa mattina  dopo aver compiuto i gesti che eseguo ogni giorno della mia vita. La sera prima di addormentarmi  scorro mentalmente gli abiti che custodisco divisi per colore dentro all’armadio e compongo l’abbigliamento che indosserò il giorno dopo.</p>
<p>Quando mi sveglio, traggo due respiri profondi e mi alzo, infilo le pantofole che sono poste  davanti alla parte sinistra del letto (la parte dalla quale scendo) poi mi dirigo verso l’<em>armoire </em>come in trance e prendo gli abiti ai quali ho pensato la sera prima.</p>
<p>Li poggio su una poltrona che ho nella camera e mi occupo della mia igiene personale. Mi vesto. Mi preparo e bevo un caffè. Esco come sempre per andare a prendere la metropolitana. A fare un viaggio da carro bestiame. Ho provato ad alzarmi ad orari diversi ma il minor numero di persone che sono riuscito a contare è stato quindici per vagone. Sono sempre comunque troppi individui.</p>
<p>Ho calcolato che non sarà quasi mai possibile fare un viaggio da solo. Potrei usare la macchina dite voi, ma per usare la macchina bisogna saper guidare e per saper guidare è necessario superare un esame. Fare un esame significa parlare con qualcuno. Non è una cosa che mi piace. Sopperisco l’inutile ginnastica labiale con quella mentale. Il mio mondo interiore è assai ricco, sfaccettato e vi posso assicurare che non mi annoio mai.</p>
<p>Ma questa mattina, brumosa, grigia e che annuncia un inverno straordinariamente cinereo anche perché siamo a Milano (gli inverni in Norvegia ad esempio sono molto diversi, sono bianchi e quelli in Africa sono beige) mi sono sentito strano.</p>
<p>Di solito mi sveglio con la giusta dose di rabbia verso il mondo che mi fa borbottare gli ingranaggi e mi fa muovere. La rabbia è il mio motore.</p>
<p>Oggi, invece,  mi sono svegliato con un dito nello stomaco. Come se qualcuno da fuori mi avesse messo qualcosa sull’addome e avesse picchiato con un martello invisibile per poter inserire questo corpo estraneo nel mio petto.</p>
<p>Non gli ho dato peso fino a poco fa ma ora, che sono in piedi nel vagone della metro grazie a un perfetto incastro con gli altri esseri intorno a me, non riesco a ignorarlo. Il dito schiaccia e io, sono sudato.</p>
<p>Sudare, io non sudo mai. Sudare mi fa perdere la concentrazione. Dovete sapere che nella mia vita mi occupo di tutto quello che succede agli altri ma non mi occupo per nulla di me stesso. Non che non abbia amor proprio. È proprio perché amo solo e profondamente me stesso che conoscere gli altri mi permette di valutare in un secondo le variabili e le prevedibili del comportamento dei miei simili e di evitare qualunque tipo di contatto, oltre quello occasionalmente visivo e fisico. Io so cosa voglio ma soprattutto cosa non voglio dagli altri e mi guardo bene dal far capitare incidenti a me sgraditi. Per questo devo, in uno sbatter di ciglia, fotografare chi mi sta intorno e comunicare immediatamente con il linguaggio del corpo il mio disprezzo immediato.</p>
<p>Di solito è come se questi primati per istinto capissero che non è il caso di chiedermi niente, come se sapessero che io altro non desidero che di essere rimosso. Ma oggi sto sudando e questo spiacevole, maledetto contrattempo mi sta obbligando a concentrarmi ulteriormente per evitare che la cosa diventi impossibile da gestire e qualcuno, per disgrazia sua si azzardi a domandarmi qualcosa che in ogni modo ignorerò.</p>
<p>C’è una donna orribile che mi sta guardando ostinata, nonostante i miei chiari messaggi scoraggianti, con un’espressione che definirei apprensiva. Dio, come minimo ha filiato un paio di mostriciattoli. Ha i capelli appiccicati sulla testa in grumi che sembrano sanguisughe nere e umidicce.</p>
<p>Forse spera di trovare conforto alla sua macerazione confrontandola con la mia. Non mi molla un secondo sperando in una crepa nel mio velo d’invisibile isolamento ma riesco a diventare strabico e quindi a renderle impossibile l&#8217;incrocio col mio sguardo.</p>
<p>Continuo pervicacemente a restare attaccato a me stesso e a rimanere ritto sui miei piedi. Non cedo.</p>
<p>E faccio bene perché piano piano il sudore incontrollato rientra e il mio corpo si riassesta.</p>
<p>Non senza conseguenze: sono un uomo distrutto e sono uscito da casa da soli venti minuti. Sono stanco come se avessi corso per centinaia di metri inseguito da un’orda impazzita di giornalisti che vuole avere notizie sulla mia vita.</p>
<p>Con gli occhi colgo il nome della mia fermata. Nemmeno me ne sono accorto. Anche questa mattina ce l’ho fatta.</p>
<p>Mentre scendo, noto con la coda dell’occhio la femmina coi capelli a ricci di mare che cerca ancora sostegno con lo sguardo per il viaggio allucinante.</p>
<p>Siccome è maldestra inciampa mentre si avvia per scendere.  Ha puntato me. Pareva essersi data pace ma ligia fino in fondo alla sua natura deve finire con me questo tragitto.</p>
<p>Inciampando, mi sfiora. La ignoro. Ma si vuole scusare a tutti i costi. Vuole parlare. Vorrei bestemmiare, io.</p>
<p>Dice: “Mi scusi” con una voce imbarazzata e stridula.</p>
<p>La contemplo disgustato. I suoi occhi sono quelli che potrebbe avere un animale in procinto di essere sgozzato, i suoi occhi m’implorano. È una donna orripilante, brutta, triste e grossa. E’ sgraziata e si porta dietro un odore di muffa stantia che ucciderebbe qualunque microbo. Un odore che assassinerebbe chiunque. È una donna goffa, forse inutile con due figli stupidi e un marito sicuramente imbecille che pensa cose peggiori di me quando la vede. È una donna straordinariamente invadente ma le rispondo:</p>
<p>“Su. Non si preoccupi. È stato un viaggio difficile.”</p>
<p>E m’involo, cambiando strada.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Drtyfhjirhk* (negli occhi del mio gatto)</title>
		<link>http://danielaelle.net/2009/12/31/drtyfhjirhk-negli-occhi-del-mio-gatto/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 10:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono sempre un po&#8217; spaventata dai pensieri di fine anno.
Forse perché mi sembrano sempre cuciti alla carlona la maggior parte delle volte, forse perché hanno realmente ragione di esistere e ti costringono al confronto.
Quest&#8217;anno, mentre facevo questa foto, mi sono resa conto di un cosa. Come poche altre volte nella vita, ho un bilancio da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre un po&#8217; spaventata dai pensieri di fine anno.</p>
<p>Forse perché mi sembrano sempre cuciti alla carlona la maggior parte delle volte, forse perché hanno realmente ragione di esistere e ti costringono al confronto.</p>
<p>Quest&#8217;anno, <a href="http://www.flickr.com/photos/daniela_elle/4227264639/" target="_blank">mentre facevo questa foto</a>, mi sono resa conto di un cosa. Come poche altre volte nella vita, ho un bilancio da fare. Che coincida con la fine temporale di un anno, credo sia un caso.</p>
<p>Comincio col dire che ho macinato talmente tanti chilometri che neppure io credevo di avere la costanza di farlo. Ho girato l&#8217;Italia come non mi era mai capitato prima e ho mancato alcune città solo per un soffio. Ma sono appuntamenti rimandati. In ogni città che ho visitato ho incontrato sempre qualche faccia amica. Questo fanno succedere la scrittura e internet. Mi è piaciuto.</p>
<p>Ho perso il lavoro (non è una cosa che mi è piaciuta per niente, l&#8217;azienda è fallita) ma è uscito il libro e il libro mi ha portata dovunque e ancora mi sta dando molto in termini di soddisfazione personale e professionale. Non è che l&#8217;inizio di un percorso.</p>
<p>Ho scoperto di avere dei tempi di maturazione molto lunghi sulle parole. Mi succede perché o le perdo o me le porta via la vita e contando le volte che è successo, mi sono accorta che per ritrovarle ci ho impiegato ancora più tempo. Ma questa cosa dei tempi di decompressione mi spaventa sempre meno. Poco altro ridimensiona e allo stesso tempo dilata la percezione del tempo come la scomparsa fisica di qualcuno che hai amato in modo viscerale. Impari a vivere in un tempo che non ha più nulla a che fare con la misurazione consolidata e condivisa delle ore, dei minuti e dei giorni. E diventa una risorsa perché quel tempo gira solo sulle tue faccende concrete, sulle tue azioni, sullo zappare le zone aride, sulla bonifica del dolore.</p>
<p>Non ho ancora le parole per raccontare la tua storia mamma - una storia che riguarda altre persone con le quali hai lavorato assieme e siete morte quasi tutte per aver respirato per due anni della merda; avevate vent&#8217;anni e avevate tatuata addosso la data di scadenza e se ci penso, se ci penso bene spaccherei tutto. Non ho ancora la lucidità necessaria per raccontare di tutte voi e di te, in quel modo, di quel mondo.</p>
<p>Ma ho le parole per poterti dire che da quando ti abbiamo perduta non è passato giorno che non ti si pensasse anche con rabbia, nostalgia, dispiacere e biasimo per averci abbandonati così senza bussola e alla fine sempre con profondo, giusto e saldo amore. Ti voglio dire che non sei diventata una figura perfetta o orrenda come spesso accade nella celebrazione della morte. Io la rispetto la morte e so che le cose vanno dette giuste.  Sei morta umana con tutte le contraddizioni  della tua natura e io ti ricordo umana che non sapevi fare delle cose ma che ti impegnavi a farle.</p>
<p>Perso un lavoro, me ne sono inventati cento. Sono stata quasi ottusa, di sicuro durissima nel non concedermi alla disperazione anche se una malinconia appuntita mi ha infilzato per sempre l&#8217;anima, mi ha cambiata e ha messo una distanza siderale tra me e le cose che succedono.</p>
<p>Voglio farti sapere delle cose. E allora scrivo. E adesso che ho iniziato non smetterei più ma le altre cose te le dico in privato e per altre cose ancora, aspetto che arrivino le parole. Tutte le volte che sono andate via ho aspettato e loro sono tornate.  Sempre.</p>
<p><em>*è il titolo che ho messo per provare un programma di scrittura e poi mentre lo provavo ci ho scritto queste parole. L&#8217;ho tenuto.<br />
</em></p>
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		<title>Ehi ma non ho niente da mettermi!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Ci penso io:  sfoggia questo bellissimo wallpaper sul tuo computer.
It&#8217;s new, it&#8217;s free, it&#8217;s fashion!
ps Buone Feste, eh
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/daniela_elle/4210090153/sizes/l/in/set-72157623061361864/" target="_self"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1629" title="4210090153_0f566837ea" src="http://danielaelle.net/wpress/wp-content/uploads/2009/12/4210090153_0f566837ea-300x225.jpg" alt="4210090153_0f566837ea" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ci penso io:  sfoggia questo bellissimo <a href="http://www.flickr.com/photos/daniela_elle/4210090153/sizes/l/in/set-72157623061361864/" target="_blank">wallpaper</a> sul tuo computer.</p>
<p>It&#8217;s new, it&#8217;s free, it&#8217;s fashion!</p>
<p style="text-align: right;">ps <strong>Buone Feste, </strong>eh</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inglourious Christmas: UMDL #24</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 18:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Stasera, Radio

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, <a href="http://www.radionation.it/2009/12/23/un-mercoledi-da-leoni-24-inglouriuos-christmas/" target="_blank">Radio</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1208 aligncenter" title="prova_mdl_468" src="http://danielaelle.net/wpress/wp-content/uploads/2009/07/prova_mdl_468-300x38.jpg" alt="prova_mdl_468" width="300" height="38" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risposte dai sogni</title>
		<link>http://danielaelle.net/2009/12/22/risposte-dai-sogni/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 09:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Losini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

		<category><![CDATA[lettere ai naviganti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho un&#8217;amica studiosa di cose alternative: fiori di bach, rune, cose così. Lei è un po&#8217; fatucchiera ma non è un&#8217;evangelizzatrice. Fa le sue pratiche di studio in santa pace e si attiva con taluni consigli o considerazioni, solo se interpellata.
L&#8217;altro ieri parlavamo del 2009 e dicevamo &#8220;Che anno brutto il 2009&#8243; poi ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho un&#8217;amica studiosa di cose alternative: fiori di bach, rune, cose così. Lei è un po&#8217; fatucchiera ma non è un&#8217;evangelizzatrice. Fa le sue pratiche di studio in santa pace e si attiva con taluni consigli o considerazioni, solo se interpellata.</p>
<p>L&#8217;altro ieri parlavamo del 2009 e dicevamo &#8220;Che anno brutto il 2009&#8243; poi ci siamo ricordate che sono almeno tre anni che diciamo che l&#8217;anno che verrà sarà migliore dato che il corrente ha fatto un po&#8217; schifo. Concordavamo entrambe sulla versione e ci siamo dunque interrogate sul 2010.</p>
<p>Mi ha detto &#8220;Prima di addormentarti, esprimi un desiderio oppure fai una domanda che ti sta a cuore, forse sognando avrai la risposta.&#8221;</p>
<p>Ora non mi ricordo benissimo le cose che ho pensato prima di dormire ma mi ricordo ben bene invece cosa ho sognato.</p>
<p>Ho sognato che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Fioravanti" target="_blank">Giusva Fioravanti</a> assieme a un serial killer, mi davano la caccia.</p>
<p>Adesso io, &#8217;sto 2010, non è che son proprio contenta che inizi, eh.</p>
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