Scontro tra Titani

Di Daniela Losini | mercoledì 21 aprile 2010 alle 13:56
Quasi trent'anni fa "Scontro tra Titani" segnò in qualche modo la ripresa del peplum e dei film ad alto costo. Effetti speciali made in Ray Harryhausen, stop-motion, enormi scorpioni inferociti e il Kraken di gomma che esigeva il tributo umano per placare l'ira degli dei contro la città di Argo, furono i fattori che resero in qualche modo il film indimenticabile. Si era ragazzini e ben si ricorda il gufo di metallo, Medusa, Perseo, Pegasus il bianco cavallo alato. Si saccheggiò dalla mitologia greca per restituire uno spettacolo alle platee, il cinema in luogo dell'anfiteatro e l'operazione ebbe il suo seguito. Oggi spiace che per piazzare il remake a cura di Louis Leterrier (l'ultimo controverso Hulk con Edward Norton era suo) si stia puntando sul 3D all'ultimo minuto tanto per far grancassa di risonanza all'effetto in voga.
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Alice nel Paese delle Meraviglie

Di Daniela Losini | mercoledì 7 aprile 2010 alle 20:23
Nella mani di Tim Burton il 3D diventa un’opera d’arte e a tratti, riesce a essere anche poesia. Alice nel Paese delle Meraviglie nella versione di colui che diede i natali a indimenticate creature come Edward Mani di Forbice e Frankenweenie (prossimo film del nostro) tarato sulle giusta aspettativa, non delude. Ora, non ci faremo traviare da disamine del testo, dalla fedeltà o meno allo stesso – qui, si appartiene alla scuola di pensiero che apprezza se il film è altro dal testo – da parte della pellicola, ma ci perderemo volentieri, ruzzolando nella tana del Bianconiglio.

Permeato da un tono folle e di pazzia strisciante, non è così apertamente sfacciato e colmo di nonsense. Siamo sempre in territorio Disney e dunque pur rimanendo nell’ambito delle stranezze (diversamente dal complicato e alienante “Nel Paese dei Mostri Selvaggi”) tutte le bizzarre creature che popolano Sottomondo, emanano familiarità.
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Lourdes

Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:18
Lourdes è uno splendido film asettico che esamina chirurgicamente il supermercato del miracolo. Sonda e fa emergere con forza i sentimenti umani – antipatia, gelosie, invidie - che la misericordia mariana scatena, quando decide la guarigione a scapito di altri questuanti.

Pullman organizzati, viaggi scanditi da tempi ridigissimi, pasti, colazioni, bagni nelle piscine d'acqua, file, escursioni, crocerossine, guardie, preti, suore. Una giovane donna in sedia a rotelle, come milioni di altre, tenta la strada della grazia. Nella stessa comitiva vi sono alcune donne credenti, terribili comari senza appello che cuciono sentenze addosso a chiunque.

Mettono in croce il prete accompagnatore con lecite domande sull'iniqua distribuzione della bontà divina tra i fedeli (ma come? ho già compiuto tre pellegrinaggi! Perché a me niente?).
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Il Profeta

Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:16
Jacques Audiard (Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore) costruisce un film denso e coeso toccando vette di coinvolgimento al cardiopalma. Non c’è un momento di rilassatezza possibile in platea. Intreccia inserti soprannaturali che si amalgamano senza discostare l’attenzione dal filo della trama principale. Meritato Gran Premio della Giuria a Cannes 2009.

Un prophète racconta la storia di Malik El Djebena (un ottimo Tahar Rahim che incarna eccelso ingenuità e forza) diciannovenne condannato a sei anni di carcere costretto a muoversi nel mondo gerarchizzato della criminalità all’interno del carcere.

Arabo di origini ma non praticante musulmano viene individuato come pedina dal boss còrso (stranissima e suggestiva lingua, auspichiamo che nella versione doppiata non si perda tale idioma) Luciani (Niels Arestrup) per eliminare un avversario.
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Avatar (la resistenza è inutile)*

Di Daniela Losini | lunedì 18 gennaio 2010 alle 11:19
Dopo una lavorazione lunghissima, una gestazione che ha fatto lievitare i costi in modo esponenziale - ma la Fox è già ampiamente rientrata - un battage di curiosità, aspettativa, chiacchiericci da dietro le quinte, come è successo in pochi altri casi e dopo le polemiche per la data di uscita, arriva in Italia Avatar, l'ultimo colosso cinematografico (è il caso di definirlo così) di James Cameron.

Liquidiamo subito le premesse per dovere di cronaca e concentriamoci sul film. Un grande film. La storia è semplice ma non banale come i critici improvvisati, i parrucconi conclamati e i detrattori di professione vogliono farci credere: c'è un mondo originale, primitivo e allo stesso tempo ben connotato (fauna, flora, tradizioni, suggestioni) che risponde al nome di Pandora e gli umani, avidi spaccatutto appoggiati dall'esercito, bramano il minerale nascosto sotto al Grande Albero, luogo nel quale i Na'Vi, gli splendidi abitanti, si sono insediati.
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Il mondo dei replicanti (Surrogates)

Di Daniela Losini | domenica 10 gennaio 2010 alle 16:10
Dirige il blockbuster futuristico Jonathan Mostow (U 571, Terminator 3) regista avvezzo alla caciara combattiva e all'azione fine a se stessa.

Il materiale narrativo sulla carta parrebbe notevole anche se trattato ampiamente: nel mondo del 2054 i Replicanti, meglio, i Surrogati (il titolo originale del film è "Surrogates") sono articolate e perfette statue senzienti che vivono le vite degli umani, collegati in remoto.

I mammiferi bipedi rimangono chiusi in casa a provare le varie versioni degli stadi larvali, lasciando alle proprie repliche il compito di sporcarsi le mani, vivere nel mondo, darsi da fare, spassarsela e pavoneggiarsi.
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Sherlock Holmes

Di Daniela Losini | giovedì 24 dicembre 2009 alle 13:24
Chiariamoci subito il film è un film godibile e non fosse per la durata – che si sente tutta – sarebbe forse il miglior film di Guy wannabetarantino Ritchie.
Stabiliamo subito degli snodi fondamentali: la sceneggiatura è opera di tre signori Michael Robert Johnson, Anthony Peckham e Simon Kinberg. Niente inutili accumuli narrativi ma una buona scrittura con dialoghi sferzanti e mai stucchevoli.

Robert Downey Junior dà – ce ne fosse bisogno – ulteriore prova della sua versatilità. Indossa leggiadro pipa, comportamenti borderline, idiosincrasie e tic del celebre investigatore armato di arguzia e straordinarie capacità deduttive, col surplus di forma atletica e conoscenze anatomiche che lo rendono temibile e spericolato nei corpo a corpo.

Jude Law è il fido Watson pronto a sembrare la parte migliore e raziocinante della coppia ma all’occorrenza maneggia pistole e pugni con voluttà. Difficile resistere all’avventura.
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