Inglourious Basterds

Di Daniela Losini | martedì 13 ottobre 2009 alle 11:25
Sapete già molto di questo film o credete di saperlo.

Raccontarlo non è una cosa così semplice ma non facciamola lunga: il Tarantino dei Bastardi Ingloriosi (il titolo sui cartelloni italici è “Bastardi senza Gloria”) è il Tarantino di Jackie Brown. Misurato, diretto, deciso, razionale e quasi didascalico.

Scrive e dirige un’opera lineare, non stratificata e multilivello come lo è stato (ed è Kill Bill) ma concerta personaggi, tira le fila di dialoghi set/match e allestisce l’usuale danza tecnica della macchina da presa. Realizza lunghi, spettacolari e avvolgenti piani sequenza: citiamo Shosanna e il suo drammatico abito cremisi mentra cammina sulla teoria di scale nel cinema parigino, per rammentarne uno tra i più coreografici.
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District 9

Di Daniela Losini | mercoledì 30 settembre 2009 alle 16:49
Dite l’Alieno. L’ultimo caso conclamato di affossamento della trama dovuto alla comparsa dell’Alieno è stato il quarto Indiana Jones, fagocitato e stecchito dalla creatura spaziale.

Non è il caso di District 9. Preceduto da un incasso e un successo non immaginabili, approda anche nelle nostre lande. Non fatevi fuorviare dai pregiudizi (in tutti i sensi). Siamo in Sudafrica, a Johannesburg terra tormentata dall’apartheid e i “nuovi neri”, sono un popolo disgraziato e insettiforme che si è arenato con l’astronave. Essi Vivono segregati in un distretto ai margini della città. Ovunque messaggi e cartelli indicano di starne alla larga.
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Venezia 2009

Di Daniela Losini | giovedì 24 settembre 2009 alle 11:36

She, a chinese vincitore del Pardo all’ultimo Festival di Locarno. La malizia non è di chi sa sopravvivere e le caramelle dagli sconosciuti, a volte, sono l’unico aiuto.

La Paura di Pippo Delbono. Pippo e il suo film girato col cellulare. Una pippa. Si paventa lo spettro degli emuli sul genere così sono capace anche io.

Gordos, maniera latina. La ciccia e lo scafandro, retorica surreale. Le merendine sono meglio dello xanax.

Lo spazio bianco, Buy attempata primipara, niente retorica.  Napoli e lastre di pietra. Non è solo il dramma che racconta un dolore.

The Informant, Matt Damon panzone e bugiardo patologico. La truffa, è la verità. Prova a prendermi in versione bolsa e casalinga ma col conto corrente ben fornito.

Lourdes, il supermercato del miracolo e i peccati del mondo. Film della madonna. Un bravo cristiano ha sempre risposte e certezze. Un uomo, solo domande.

Lebanon, vincitore del Leone d’oro. Apocalypse in a tank: sguardi folli, regia al cardiopalma, mancato capolavoro. Il contesto è fuorviante. La necessità di dare un nome alla guerra sfoca i contorni e diminuisce la forza del racconto.

Persécution,  Romain Duris soffre tanto e anche la Gainsburg soffre tanto ma per dircelo ci impiegano quasi due ore dove c’è tutto lo scibile della psicanalisi e di Cioè, l’avesse scritto Adele H. Dialoghi surreali, arriva la pretenziosità e soffriamo anche noi.

Life during wartine, la felicità secondo Solondz: i temi sono gli stessi e forse rigira (efficace) sempre il medesimo disperato e grottesco film. Premio Mouse d’oro della Rete alla biennale.

Drag me to Hell

Di Daniela Losini | lunedì 14 settembre 2009 alle 23:50
Sam Raimi riprende a stupirci col suo grande talento immaginifico: e lo fa buttandoci sulle montagne russe di un travolgente horror/grottesco che lascia poco spazio al fiato e alla noia.

Gli ingredienti sono classici e collaudati: l’angelica ragazza vittima di un sortilegio malvagio. Interpretata da Alison Lohman, una piccola virago sottile come un giunco ma fortissima e determinata come l’acciaio. Lavora come impiegata e per riuscire a contrastare l’ambizioso e odioso collega che concorre alla promozione, declina una richiesta di proroga mutuo a un’orribile vecchia, una straordinaria Lorna River.
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L’era glaciale 3

Di Daniela Losini | venerdì 28 agosto 2009 alle 10:24
Premessa doverosa: il dinosauro (tolti i fondamentali come “Il Mondo Perduto”, “Jurassic Park”, “Viaggio al Centro della Terra” e qualche altro titolo sparso qua e là) quando appare nella sceneggiatura è un indicatore preciso. Di mancanza totale di idee. Il dinosauro è la fine di ogni trama possibile. E “L’era glaciale 3, l’alba dei dinosauri”, non sfugge a questa legge.
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Il Messaggero

Di Daniela Losini | venerdì 21 agosto 2009 alle 20:39
A una prima valutazione, “Il Messaggero” (titolo originale “The Haunting in Connecticut”) potrebbe apparire come l’ennesima operazione horror estiva. Appronfondendo, ci si accorge che è un film onesto, senza sbavature. Rispetta i cliché del genere e in qualche modo, rassicura la platea avvezza a tali visioni. Favorito dal grande successo al botteghino Usa, “Il Messaggero” si presenta subito per quello che è: una storia che prende spunto da un fatto realmente accaduto, una storia che parla di una casa cattiva e di un messaggio medianico da consegnare.
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Smile

Di Daniela Losini | venerdì 21 agosto 2009 alle 20:37
Come l'insonne Samara di "The Ring", i magazzini delle case di distribuzione buttano fuori a getto gli avanzi per riempire la programmazione estiva. “Smile” è l'esatto esempio per il quale dovrebbe esistere una commissione di vigilanza che controlli l'erogazione dei finanziamenti pubblici alla settima arte. Quando si pensa di aver visto l'inimmaginabile appartenente alla categoria non classificato o da rimuovere, ecco che spunta un nuovo livello di penosa orchestrazione horror a scombussolare i parametri di bruttezza pre-esistenti.
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