Michael Connelly a Milano: rete, noir e blogger

Di Daniela Losini | lunedì 14 marzo 2011 alle 15:16
Michael Connelly è in Italia per il tour promozionale de La Lista il suo ultimo romanzo dalle atmosfere legal thriller edito in Italia da Piemme e ha appena ritirato al Festival Noir di Cormayeur il premio Raymond Chandler Award. Il libro esce da noi a distanza di due anni dall’uscita negli Stati Uniti (il titolo originale è The Brass Verdict) mentre lui ci rivela di aver appena terminato un nuovo romanzo e che lo ha da poco consegnato al suo Editore. Ha presentato La Lista in un incontro speciale nel quale si è reso disponibile al fuoco di fila di domande sempre sollecite e competenti da parte del pubblico della rete: lettrici e lettori che lo seguono sin dagli esordi, scrittori, lit-blogger, appassionati dei suoi romanzi
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Lady Gaga: un piccolo mostro biondo a Milano

Di Daniela Losini | lunedì 14 marzo 2011 alle 15:13
Diventi famosa, parlano di te, raccontano di te, dicono, pensano e scrivono cose di te, citano il tuo nome mentre il Mostro della Fama ti azzanna: Lady Gaga ci prova a cavalcare con razionalità il circo che lei stessa ha creato e nel quale in qualche modo si rispecchia. A Milano per due date, il 4 e il 5 dicembre precedute dalla data torinese del 9 novembre, ha tenuto uno show studiato sin nei minimi particolari con una scaletta che ha spaziato dai pezzi più famosi e ormai entrati nella cultura pop sino alle note country/rock di You and I, il pezzo presentato in anteprima e antipasto del nuovo album “Born this way” in uscita a febbraio 2011. Sin da subito stabilisce una relazione (dirà spesso in italiano piccoli mostri) con il pubblico, incitandolo, sobillandolo e cantilenando tra un brano e l’altro che conta solo essere liberi, che non importa essere freak, diversi, strani. Ma liberi, sì.
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The Social Network

Di Daniela Losini | lunedì 14 marzo 2011 alle 15:10
Raccontare il passato e immaginare il futuro sono atti che richiedono capacità di documentarsi sui fatti, analisi di testi, coerenza e fantasia. Raccontare il presente significa saper separare il racconto emotivo dalla razionalità e affrontare un terreno scivoloso nel quale rimanere invischiati nelle sabbie mobili della millanteria, del rancore (le ferite dei compartecipanti alla creazione di Facebook sono fresche, seppure sanate da risarcimenti milionari ma ribadiamolo, sono fresche) non solo è possibile, ma quasi certo. I fatti di cui The Social Network parla sono talmente radicati nel nostro quotidiano (o meglio, nel quotidiano di molti) da richiedere una dose massiccia di lucidità e talento nel predire il futuro. Doti che Aaron Sorkin possiede in modo naturale e che riesce a trasferire a piene mani nei dialoghi e nell’impianto della sceneggiatura. La regia di David Fincher è sincopata, ritmica e serrata: non c’è mai un momento di tregua.
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Mangia, Prega, Ama: come (non) sanno divertirsi questi americani

Di Daniela Losini | domenica 19 settembre 2010 alle 22:07
C’è un momento nel film dove i protagonisti si stanno scambiando idee sulle reciproche caratteristiche. Gli italiani fanno osservazioni sugli americani e gli americani, sugli italiani.

Qualcuno dice “Voi americani conoscete bene l’industria dell’intrattenimento, sapete tutto. Ma non siete capaci di divertirvi. Noi italiani sì. Noi sappiamo divertirci e amiamo il dolce far niente.”

In un colpo solo dal mito de La Dolce Vita al Dolce far niente. La famiglia di appartenenza, però, rimane sempre quella degli stereotipi. Ci sono persino alcune scene che dovrebbero essere divertenti nelle quali si racconta che noi italiani per esprimerci gesticoliamo. E allora si metton tutti lì a gesticolare, coi sottotitoli. Sì, coi sottotitoli per tradurre il gesto. Le matte risate.
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Festival del Cinema di Venezia: dietro le quinte, quel che resta del giorno

Di Daniela Losini | domenica 19 settembre 2010 alle 22:04
Poi ci sono gli altri film: Potiche di Ozon con Catherine Deneuve.

Lei è una stoica signora agée che prende in mano le redini della fabbrica dello scorbutico marito. Sempre perfetta nei suoi tailleur coordinati, porta avanti con tenacia e determinazione la sua missione. Essere se stessa. Buffo, furbo e intelligente film scritto e interpretato divinamente. Vorresti avere un’amica così. Le donne raccontate da Ozon sono un concentrato di garbatissima cattiveria e forza vitale.

Incendies di D. Villeneuve mette in scena la terribile vicenda di una donna costretta da ragioni politiche, siamo in Libano, ad abbandonare il primo figlio. In un gioco di incastri, flashback coronati dal colpo di scena finale, assisti a un film dalla regia salda e mai tenera e anche se funestata da intenti manieristici, l’impatto emotivo è fortissimo.
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Festival del Cinema di Venezia: dietro le quinte, le cose da fare

Di Daniela Losini | domenica 19 settembre 2010 alle 22:02
Ci sono delle scelte che devi operare: gli stimoli, le suggestioni le cose da fare. Devi decidere le priorità.

Vuoi parlare del glamour? Allora sosti negli spazi appositi per osservare come in un acquario gli attori in scena e non necessariamente coloro che recitano ma tutto il carrozzone: truccatrici, publicist (mediamente isterici o passivo aggressivi), produttori, manager, agenti, starlette, assistenti, wannabe di ogni genere.

Così noti quel frac bianco chiuso da un bottone mentre strizza la pancia di un uomo che pare uscito da un salotto frequentato da Truman Capote. Lui si avvinghia alla giovane e altissima ragazza mora che lo accompagna. Sul volto di lei non ci sono segni di restauro chirurgico, è avvolta in un Valentino rosso da sogno. Lui la guarda con desiderio e lei gli porge sorrisi di ghiaccio.
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Festival del Cinema di Venezia: dietro le quinte, quando arriva la tempesta

Di Daniela Losini | domenica 19 settembre 2010 alle 21:59
Bisogna dire che le levatacce sono all’ordine del giorno e che basta uno solo giorno qui per perdere – quasi – completamente il senso del tempo.

Vieni catapultata in un segmento temporale dove tutto succede o troppo in fretta o troppo lentamente. Passa il bell’attore ed è già scomparso, ti metti in fila e sembrano giorni.

Si diceva dei film: ieri quattro. Non chiedetemi come ho fatto, so solo che il primo è iniziato alle 8:30 e l’ultimo, alle 21:30. Black Swan di Darren Arofonosky è la splendida parabola distruttiva di una ballerina di danza classica . La protagonista è Natalie Portman e, letteralmente, perde le piume candide per diventare un conturbante e oscuro Cigno Nero.
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