Potiche

Di Daniela Losini | lunedì 14 marzo 2011 alle 16:23
Catherine Deneuve e Ozon. Il regista poliedrico e sperimentatore (dallo splendido "Il tempo che resta" a "Otto donne e un mistero" per citare gli estremi del suo cinema rispettivamente dramma e commedia più riusciti) e la sua Musa. Una corsa al mattino presto, un sospiro, gli uccellini, un mondo dorato e quasi perfetto. Lei è stata una bionda donna di classe, sposata a un ombroso e pignolo marito più che rompiscatole proprietario di un'azienda che produce ombrelli. Potiche è la bella statuina che la pettoruta Suzanne ha, fino al momento della svolta, interpretato con devozione e ostinazione pervicace.
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Lourdes

Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:18
Lourdes è uno splendido film asettico che esamina chirurgicamente il supermercato del miracolo. Sonda e fa emergere con forza i sentimenti umani – antipatia, gelosie, invidie - che la misericordia mariana scatena, quando decide la guarigione a scapito di altri questuanti.

Pullman organizzati, viaggi scanditi da tempi ridigissimi, pasti, colazioni, bagni nelle piscine d'acqua, file, escursioni, crocerossine, guardie, preti, suore. Una giovane donna in sedia a rotelle, come milioni di altre, tenta la strada della grazia. Nella stessa comitiva vi sono alcune donne credenti, terribili comari senza appello che cuciono sentenze addosso a chiunque.

Mettono in croce il prete accompagnatore con lecite domande sull'iniqua distribuzione della bontà divina tra i fedeli (ma come? ho già compiuto tre pellegrinaggi! Perché a me niente?).
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Avatar (la resistenza è inutile)*

Di Daniela Losini | lunedì 18 gennaio 2010 alle 11:19
Dopo una lavorazione lunghissima, una gestazione che ha fatto lievitare i costi in modo esponenziale - ma la Fox è già ampiamente rientrata - un battage di curiosità, aspettativa, chiacchiericci da dietro le quinte, come è successo in pochi altri casi e dopo le polemiche per la data di uscita, arriva in Italia Avatar, l'ultimo colosso cinematografico (è il caso di definirlo così) di James Cameron.

Liquidiamo subito le premesse per dovere di cronaca e concentriamoci sul film. Un grande film. La storia è semplice ma non banale come i critici improvvisati, i parrucconi conclamati e i detrattori di professione vogliono farci credere: c'è un mondo originale, primitivo e allo stesso tempo ben connotato (fauna, flora, tradizioni, suggestioni) che risponde al nome di Pandora e gli umani, avidi spaccatutto appoggiati dall'esercito, bramano il minerale nascosto sotto al Grande Albero, luogo nel quale i Na'Vi, gli splendidi abitanti, si sono insediati.
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New moon (Gothic Lolite, Pierrot Dandy e merende umane)

Di Daniela Losini | venerdì 20 novembre 2009 alle 18:08
La saga di Twilight è una religione: conta orde di agguerritissime fan delle avventure vampiresche dei Cullen e dell’umana Bella scritte da Stephenie Meyer e anche della controparte cinematografica.

Il fenomeno abbraccia seguaci di tutte le età. Ricordiamo che in America come in Italia, esistono le twilightmon. Virago pronte a difendere la causa a colpi di tastiera e mouse senza stancarsi mai.

Avevamo lasciato i Romeo e Giulietta in bignami palpitanti e uniti contro tutti: Bella l’appetibile merenda umana e Edward il glitterato vampiro dai poteri telepatici si amano, nonostante le impossibili premesse. Ma si amano in modo platonico, altrimenti che palpiti sono. Lui decide di andarsene dopo l'ennesima conferma che la convivenza, dopotutto, è impossibile. Lei si logora di dolore. La consolerà però l'amicizia (platonica) con il giovane licantropo dagli addominali di pietra, Taylor Lautner.
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2012 (Forza Neutrini!)

Di Daniela Losini | venerdì 13 novembre 2009 alle 15:17
Lo avevano capito i Maya, saggio popolo inascoltato che il mondo sarebbe finito il 21 dicembre 2012. Lo ha capito meglio Roland Emmerich che i cataclismi ripagano al botteghino mentre la non-trama distrae la platea con lo sturm und drang degli effetti speciali mettendo i neuroni in stand-by per ben due ore e quaranta con surplus di pelosa morale familista a corredo.

La crosta terrestre s’innalza per colpa di fratello sole che ne scalda il cuore, roboando terremoti infiniti, tsunami a catinelle, spostando i campi magnetici dei poli e il meridiano di Greenwich fin nel Winsconsin.

Gli scienziati e i geologi colgono i segni dell’apocalisse, avvisano i capi di stato ma hanno problemi di coscienza. Conoscono il futuro ma non avvertono i loro cari nè gli amici. Ci penserà la Provvidenza?
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Nel paese delle creature selvagge

Di Daniela Losini | domenica 1 novembre 2009 alle 13:59
Max è un ragazzino capriccioso e irrequieto: vuole attenzione e ogni mezzo è lecito per ottenerla. Max si distacca dalla realtà per elaborare le questioni del mondo e trasferisce le sue inquietudini alle Creature Selvagge di cui al titolo.

Spike Jonze, folletto egli stesso, narratore per immagini bizzarre e senza briglia, inscena dall’omonimo libro illustrato di Maurice Sendak - che da almeno quarant’anni riceve attenzione e culto quasi religiosi - una favola dura, ostica e ribelle sulle cose della vita e sul modo infantile di elaborare paure e timori. Profondamente radicato nell’immaginario di un ragazzino ma senza voler essere leggibile in modo immediato, “Nella terra delle creature selvagge” racconta dei vari strati della coscienza e delle esigenze/urgenze di un bambino.

I mostri che corrispondono alle sue rabbie sono enormi, forse tristi, goffi, ingombranti e sempre sull’orlo del precipizio.
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UP (e voli alto)

Di Daniela Losini | venerdì 16 ottobre 2009 alle 09:37
Palloncini colorati: per librarsi in volo, avere un obiettivo, percorrere la fuga dal grigiore imboccando la strada dell’arcobaleno oppure, la morte. Giunti alla piena maturità di scrittura/sceneggiatura, capacità di raccontare storie e inscenarle in modo iper-realistico ma col tocco del cartone animato dove tutto può succedere (e succede), i ragazzacci della Pixar ci rubano il cuore, ce lo strapazzano e lo lanciano verso l’orizzonte, oltre le Cascate del Paradiso.

Carl è un uomo anziano che ha molto amato - la sequenza iniziale senza parole è struggente e comunicativa in modo toccante – non ancora arreso ma solo e ributtato in un mondo che non gli piace nè riconosce più. Deve fare i conti con la modernità, i caterpillar umani e meccanici, i palazzi e l'accenno di un futuro apocalittico (sì, quello di Wall-E) alle porte.
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