Lourdes
Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:18
Lourdes è uno splendido film asettico che esamina chirurgicamente il supermercato del miracolo. Sonda e fa emergere con forza i sentimenti umani – antipatia, gelosie, invidie - che la misericordia mariana scatena, quando decide la guarigione a scapito di altri questuanti.Pullman organizzati, viaggi scanditi da tempi ridigissimi, pasti, colazioni, bagni nelle piscine d'acqua, file, escursioni, crocerossine, guardie, preti, suore. Una giovane donna in sedia a rotelle, come milioni di altre, tenta la strada della grazia. Nella stessa comitiva vi sono alcune donne credenti, terribili comari senza appello che cuciono sentenze addosso a chiunque.
Mettono in croce il prete accompagnatore con lecite domande sull'iniqua distribuzione della bontà divina tra i fedeli (ma come? ho già compiuto tre pellegrinaggi! Perché a me niente?).
Il Profeta
Di Daniela Losini | lunedì 15 febbraio 2010 alle 15:16
Jacques Audiard (Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore) costruisce un film denso e coeso toccando vette di coinvolgimento al cardiopalma. Non c’è un momento di rilassatezza possibile in platea. Intreccia inserti soprannaturali che si amalgamano senza discostare l’attenzione dal filo della trama principale. Meritato Gran Premio della Giuria a Cannes 2009.Un prophète racconta la storia di Malik El Djebena (un ottimo Tahar Rahim che incarna eccelso ingenuità e forza) diciannovenne condannato a sei anni di carcere costretto a muoversi nel mondo gerarchizzato della criminalità all’interno del carcere.
Arabo di origini ma non praticante musulmano viene individuato come pedina dal boss còrso (stranissima e suggestiva lingua, auspichiamo che nella versione doppiata non si perda tale idioma) Luciani (Niels Arestrup) per eliminare un avversario.
Avatar (la resistenza è inutile)*
Di Daniela Losini | lunedì 18 gennaio 2010 alle 11:19
Dopo una lavorazione lunghissima, una gestazione che ha fatto lievitare i costi in modo esponenziale - ma la Fox è già ampiamente rientrata - un battage di curiosità, aspettativa, chiacchiericci da dietro le quinte, come è successo in pochi altri casi e dopo le polemiche per la data di uscita, arriva in Italia Avatar, l'ultimo colosso cinematografico (è il caso di definirlo così) di James Cameron.Liquidiamo subito le premesse per dovere di cronaca e concentriamoci sul film. Un grande film. La storia è semplice ma non banale come i critici improvvisati, i parrucconi conclamati e i detrattori di professione vogliono farci credere: c'è un mondo originale, primitivo e allo stesso tempo ben connotato (fauna, flora, tradizioni, suggestioni) che risponde al nome di Pandora e gli umani, avidi spaccatutto appoggiati dall'esercito, bramano il minerale nascosto sotto al Grande Albero, luogo nel quale i Na'Vi, gli splendidi abitanti, si sono insediati.
Il mondo dei replicanti (Surrogates)
Di Daniela Losini | domenica 10 gennaio 2010 alle 16:10
Dirige il blockbuster futuristico Jonathan Mostow (U 571, Terminator 3) regista avvezzo alla caciara combattiva e all'azione fine a se stessa.Il materiale narrativo sulla carta parrebbe notevole anche se trattato ampiamente: nel mondo del 2054 i Replicanti, meglio, i Surrogati (il titolo originale del film è "Surrogates") sono articolate e perfette statue senzienti che vivono le vite degli umani, collegati in remoto.
I mammiferi bipedi rimangono chiusi in casa a provare le varie versioni degli stadi larvali, lasciando alle proprie repliche il compito di sporcarsi le mani, vivere nel mondo, darsi da fare, spassarsela e pavoneggiarsi.
Sherlock Holmes
Di Daniela Losini | giovedì 24 dicembre 2009 alle 13:24
Chiariamoci subito il film è un film godibile e non fosse per la durata – che si sente tutta – sarebbe forse il miglior film di Guy wannabetarantino Ritchie.Stabiliamo subito degli snodi fondamentali: la sceneggiatura è opera di tre signori Michael Robert Johnson, Anthony Peckham e Simon Kinberg. Niente inutili accumuli narrativi ma una buona scrittura con dialoghi sferzanti e mai stucchevoli.
Robert Downey Junior dà – ce ne fosse bisogno – ulteriore prova della sua versatilità. Indossa leggiadro pipa, comportamenti borderline, idiosincrasie e tic del celebre investigatore armato di arguzia e straordinarie capacità deduttive, col surplus di forma atletica e conoscenze anatomiche che lo rendono temibile e spericolato nei corpo a corpo.
Jude Law è il fido Watson pronto a sembrare la parte migliore e raziocinante della coppia ma all’occorrenza maneggia pistole e pugni con voluttà. Difficile resistere all’avventura.
Moon
Di Daniela Losini | mercoledì 9 dicembre 2009 alle 11:20
L’unica luna della quale vogliamo parlare è la luna di Duncan Jones (ricordiamolo, talentuoso figlio di David Bowie).Una luna deserta, fonte di approvvigionamento energetico ove le stazioni di estrazione sono governate da un unico uomo (Sam Rockwell, eccellente come sempre) e Gerty, l’intelligenza artificiale che risponde alle leggi della robotica e comunica tramite un video con emoticon.
Sam manca dalla terra e dai suoi cari da tre anni, riceve messaggi in differita e ne registra altrettanti che vengono recapitati con esasperante lentezza. La routine giornaliera è scandita dai lavori di manutenzione e di controllo dell’estrazione del gas energetico. Il braccio meccanico e la voce metallica di Gerty lo accompagnano premurosi e quasi asfissianti (la voce originale è di Kevin Spacey), sempre pronti a risolvere ogni questione pratica e dare il consiglio giusto. Uno spiraglio all’orizzonte: il mandato sta finendo e Sam può finalmente tornare a casa.
Star Trek: il dvd presentato al Planetarium di Milano
Di Daniela Losini | martedì 8 dicembre 2009 alle 18:15
Nella cornice più che adatta del Planetarium di Milano, è stato presentato il dvd di Star Trek scritto e diretto da quella vecchia volpe acrobatica che è J. J. Abrams.Il film ha convinto quasi tutti per la formula di sfrontatezza e innovazione mentre strizza l’occhio alle citazioni (2001 Odissea nello spazio tanto per cominciare sino ad arrivare agli orsi polari). Riesce ad appassionare riportando l’equipaggio agli albori della formazione. Si rilancia una forma di interesse e di coinvolgimento anche per chi non ha mai seguito le gesta dell’Enterprise (esistono tali persone, anzi di più esistono persone che proprio se ne fregano ma il bello di ogni giocattolo è questo, si sceglie). Dicevamo: maniacale precisione nello scolpire i personaggi: li osserviamo nascere, crescere, apprendere, sbagliare. Sono giovani, carichi di ambizioni e energia sanno colpire e non sparano a salve nè le battute, nè le caratterizzazioni.
