Caramella gusto indovina

Di Daniela Losini | lunedì 31 gennaio 2011 alle 02:12

Lo so ci sono già quelle di Harry Potter le tuttigusti+1 ma negli ultimi tempi invece di aver paura di prendere le caramelle dagli sconosciuti, sto cominciando ad accettarle.

Mica vero che le persone cercano di avvelenarti a prescindere.

Ci sono dei veleni che si attivano solo in sinergia quindi se tu accetti la caramella dalla tal persona, devi già sapere che come minimo ti toccherà una lavanda gastrica.

Altre invece le pigli diffidente e poi dici però che gusto, mai provato prima.

Poi se uno ci pensa bene alla faccenda delle caramelle e degli sconosciuti vien fuori un ragionamento sul quale vale la pena di riflettere: ma se io accetto la caramella, quella persona lì quando smette di essere una sconosciuta?

C’era una volta che volevo tutto

Di Daniela Losini | mercoledì 19 gennaio 2011 alle 01:31

E ora è diventato qualcosa.

Categorie: Blog
3 Commenti

Una volta per cinque minuti ho avuto un futuro

Di Daniela Losini | domenica 16 gennaio 2011 alle 23:04

Abbiamo pagato l’ultima rata del mutuo ad agosto del 2008 e nel settembre 2008 le cose nell’azienda nella quale lavoravo hanno inziato ad andare male. È una  piccola, grande cosa alla quale penso spesso come  se fosse una specie di mantra, mi dico anche che noi siamo stati pure fortunati. Vi avverto: non lo so se riesco a farcela non infarcire questo post di umanità retorica e strabordante.

Non sono un operaio di Marchionne, non ho dovuto prendere una decisione così complicata e dolorosa ma ho fatto parte del sindacato per anni e nell’azienda dove ho passato altrettanti 13 anni con l’aiuto delle mie ex colleghe abbiamo ottenuto condizioni decenti quando facevamo call center dalla una alle nove del pomeriggio, quando hanno fatto passaggi e travasi di rami d’azienda senza farci fottere tfr, diritti ma soprattutto la dignità. Ho sempre avuto un’unica certezza: che la dignità non ha, né avrà mai, nessun prezzo. Lo so, sono nata negli anni sbagliati. Perché i compromessi di oggi mi sembra stiano avendo dei prezzi troppo alti per tutti.

Questi ultimi anni sono stati un colabrodo di tragedie: ma chissenefrega una va avanti. La vita viaggia perfettamente su due rette parallele: le cose belle che vivi e fai nonostante le botte e i continui tentativi di deviazione per conclamata stanchezza cronica di starsene in trincea. Ma non dico niente di nuovo, sono cose che una persona con un minimo di sale in zucca fa e applica per vivere in modo decente.

Detto questo, vorrei che la si smettesse di raccontare frottole a chi studia, a chi cerca lavoro, a chi lo perde, a chi non lo trova, a chi ha il culo comodo appiccicato alla sediola dello stesso lavoro che compie da venticinque anni, al travet tutto solerte che fa gli straordinari, al fighetta che progetta grandi progetti, al consulente che gonfia parcelle, al precario (spero che questa parola non sia del tutto svuotata di significato dato l’abuso); è che dovete darvi la svegliata del secolo. Il poco futuro che vi è rimasto lo avete alle spalle.

Hanno raccontato anche a me, tanto tempo fa, che avrei avuto un futuro; è durata qualche anno, il tempo di realizzare due cose concrete, ognuno ha le sue cose concrete da realizzare io ho fatto le mie voi fate le vostre e siamo amici.

Poi un giorno vi troverete in una fase nella quale sarete esattamente in mezzo: avrete delle cose dietro e avrete delle cose davanti. Più passerà il tempo e più ci saranno cose dietro e meno davanti.

Una volta, e sono sicura perché l’ho visto, ho avuto anche io un futuro davanti solo che è durato talmente poco che non ho fatto in tempo a crederci.

Ci sono dei periodi, delle parole e delle bestie nella foresta

Di Daniela Losini | mercoledì 12 gennaio 2011 alle 16:27

Ci son dei periodi che fanno scordare come si sta bene, quando si sta bene; esistono delle parole da dire che rimangono nella gola come una collana di filo spinato; ci sono delle bestie nella foresta che hanno la zampa spezzata da una tagliola e aspettano di guarire. Sono bestie che accettano i guaritori e i loro unguenti ma che latrano di dispiacere. Quel suono lo puoi stare a sentire solo per poco tempo, altrimenti te che lo ascolti, impazzisci. Ci sono delle  bestie che perdono tutte le battaglie ma non perdono la pelle anche se sanno che non c’è mai stato match, né incontro.  Se la bestia si distrae, però, si fa male subito, perde le sue cose o gliele rubano e con quel pezzetto di cose rubate o perdute se ne va anche qualcosa di lei. Delle volte è qualcosa che non serviva, delle volte no. Ma chi lo sa. La distrazione espone in modo brutale: non sei attenta bestiola e allora ti bastonano. Non c’è più cibo nella foresta e allora te lo devi procurare così abbassi la guardia e così, arriva il bastone. Perché te lo devi ricordare che quel bastone fa male. Te lo devi ricordare che quel bastone in realtà non è mai stato riposto e nel frattempo è calato su qualcun altro e che, oggi, tocca di nuovo a te. (questa storia non ha paragrafi perché é una storia che va raccontata tutt’attaccata; è una storia di bestie nella foresta, una storia che va scritta così).