Nel paese delle creature selvagge
Di Daniela Losini | domenica 1 novembre 2009 alle 13:59
Max è un ragazzino capriccioso e irrequieto: vuole attenzione e ogni mezzo è lecito per ottenerla. Max si distacca dalla realtà per elaborare le questioni del mondo e trasferisce le sue inquietudini alle Creature Selvagge di cui al titolo.Spike Jonze, folletto egli stesso, narratore per immagini bizzarre e senza briglia, inscena dall’omonimo libro illustrato di Maurice Sendak - che da almeno quarant’anni riceve attenzione e culto quasi religiosi - una favola dura, ostica e ribelle sulle cose della vita e sul modo infantile di elaborare paure e timori. Profondamente radicato nell’immaginario di un ragazzino ma senza voler essere leggibile in modo immediato, “Nella terra delle creature selvagge” racconta dei vari strati della coscienza e delle esigenze/urgenze di un bambino.
I mostri che corrispondono alle sue rabbie sono enormi, forse tristi, goffi, ingombranti e sempre sull’orlo del precipizio.
