Il luogo delle parole perdute
Un giorno sono andata nel luogo dove scompaiono le parole ed era un giorno che avevo delle cose da fare ma avevo anche un lasso di tempo tra l’una e l’altra cosa che dovevo fare.
Ho imboccato la strada ma ero un po’ incerta. Avevo un gran desiderio di visitare quel luogo ma allo stesso tempo avevo della paura raggrumata dentro alla pancia e lo capivo, che avevo della paura, perché facevo anche fatica a respirare.
I miei piedi hanno deciso per me e così mi ci sono trovata dentro. Mi è venuto incontro il suono di tutte le parole perdute. Era un suono sordo e l’ho sopportato perché si poteva sopportare. Ma era un suono dolente e faceva male.
Mi è venuta incontro la parola dolore e allora lì, avevo quasi voglia di voltarmi ma non l’ho fatto e ho fatto bene.
Poi è uscita da dietro un muretto, una parola grande, la parola madre. Era lì nel luogo delle parole abbandonate perché non la dicevo da così tanto tempo che l’avevo lasciata lì da sola e allora stava morendo anche lei.
L’ho detta ad alta voce e ho sentito subito che le parole perdute cominciavano a ciarlare tra di loro, quasi contente e sono potuta uscire da quel luogo.
Poi, sono tornata a fare le cose che dovevo fare. E stavo meglio.

http://ff.im/aihld
un abbraccio e il desiderio tiepido e discreto che capiti di parlarne con voi due
… Ho letto il tuo post, e la parola “Delicata” si è accesa tra i tasti…
[...] - Il luogo delle parole perdute, di Daniela Losini [...]
Alle volte ritorno anch’io in questo luogo; se poi non ci vado spesso, questo luogo viene da me.
Complimenti sei molto brava.
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Vengo dalla segnalazione di Placida Signora!
Coinvolgente quello che hai scritto! mi è piaciuto molto
Un sorriso! Renata
vi ringrazio, questi post scritti così senza pensarci troppo e che raccolgono anche le vostre parole gentili, danno un senso a molte cose