Dello scrivere

Di Daniela Losini | giovedì 29 ottobre 2009 alle 13:10

Meglio scrivere che andare in miniera. Si dice.

Certo.

Ma zappare le parole, mica è sempre facile.

Del fare

Di Daniela Losini | giovedì 29 ottobre 2009 alle 11:35

Venerdì, gentilmente invitata dal Team Girl Geek Dinner di Bologna come speaker,  parlerò di libri e delle loro tante vite.

Per chi si è iscritto, ci si vede lì.

Il luogo delle parole perdute

Di Daniela Losini | giovedì 22 ottobre 2009 alle 14:17

Un giorno sono andata nel luogo dove scompaiono le parole ed era un giorno che avevo delle cose da fare ma avevo anche un lasso di tempo tra l’una e l’altra cosa che dovevo fare.

Ho imboccato la strada ma ero un po’ incerta. Avevo un gran desiderio di visitare quel luogo ma allo stesso tempo avevo della paura raggrumata dentro alla pancia e lo capivo, che avevo della paura, perché facevo anche fatica a respirare.

I miei piedi hanno deciso per me e così mi ci sono trovata dentro. Mi è venuto incontro il suono di tutte le parole perdute. Era un suono sordo e l’ho sopportato perché si poteva sopportare. Ma era un suono dolente e faceva male.

Mi è venuta incontro la parola dolore e allora lì, avevo quasi voglia di voltarmi ma non l’ho fatto e ho fatto bene.

Poi è uscita da dietro un muretto, una parola grande,  la parola madre.  Era lì nel luogo delle parole abbandonate perché non  la dicevo da così tanto tempo che l’avevo lasciata lì da sola e allora stava morendo anche lei.

L’ho detta ad alta voce e ho sentito subito che le parole perdute cominciavano a ciarlare tra di loro, quasi contente  e  sono potuta uscire da quel luogo.

Poi, sono tornata a fare le cose che dovevo fare. E stavo meglio.

Un Mercoledì Da Leoni #21

Di Daniela Losini | mercoledì 21 ottobre 2009 alle 17:21

mdl

Stasera, Radio!

UP (e voli alto)

Di Daniela Losini | venerdì 16 ottobre 2009 alle 09:37
Palloncini colorati: per librarsi in volo, avere un obiettivo, percorrere la fuga dal grigiore imboccando la strada dell’arcobaleno oppure, la morte. Giunti alla piena maturità di scrittura/sceneggiatura, capacità di raccontare storie e inscenarle in modo iper-realistico ma col tocco del cartone animato dove tutto può succedere (e succede), i ragazzacci della Pixar ci rubano il cuore, ce lo strapazzano e lo lanciano verso l’orizzonte, oltre le Cascate del Paradiso.

Carl è un uomo anziano che ha molto amato - la sequenza iniziale senza parole è struggente e comunicativa in modo toccante – non ancora arreso ma solo e ributtato in un mondo che non gli piace nè riconosce più. Deve fare i conti con la modernità, i caterpillar umani e meccanici, i palazzi e l'accenno di un futuro apocalittico (sì, quello di Wall-E) alle porte.
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Impara a farti i fatti tuoi

Di Daniela Losini | mercoledì 14 ottobre 2009 alle 09:29

Questa mattina sui prepotenti, mentre leggevo queste condivisibili parole, mi sono resa conto che ci stavo riflettendo pure io, da qualche tempo.

Spesso i prepotenti fanno anche un altro giochetto: ti dicono in faccia le cose senza che tu le abbia chieste. Se desidero un parere, lo chiedo.

Il prepotente – essendo prepotente – il parere, la riflessione, il pensiero che ha in quel momento, te lo vomita addosso come un ubriaco che non può fare a meno di liberarsi della ciucca.

E non è che puoi dire molto oltre al fatto di avere tu il nervoso per un malrovescio abortito nelle mani, perché se dici qualcosa quello pensa “Touché”.

Touché un par di ciufoli, caro il mio prepotente. Impara a farti i fatti tuoi.

Inglourious Basterds

Di Daniela Losini | martedì 13 ottobre 2009 alle 11:25
Sapete già molto di questo film o credete di saperlo.

Raccontarlo non è una cosa così semplice ma non facciamola lunga: il Tarantino dei Bastardi Ingloriosi (il titolo sui cartelloni italici è “Bastardi senza Gloria”) è il Tarantino di Jackie Brown. Misurato, diretto, deciso, razionale e quasi didascalico.

Scrive e dirige un’opera lineare, non stratificata e multilivello come lo è stato (ed è Kill Bill) ma concerta personaggi, tira le fila di dialoghi set/match e allestisce l’usuale danza tecnica della macchina da presa. Realizza lunghi, spettacolari e avvolgenti piani sequenza: citiamo Shosanna e il suo drammatico abito cremisi mentra cammina sulla teoria di scale nel cinema parigino, per rammentarne uno tra i più coreografici.
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