Brutti sogni
Non è che per forza fare dei brutti sogni significa sognare robe brutte con mostri orrendi 0ppure sogni nei quali rivivi situazioni terribili come ripetere cento volte l’esame di maturità (che ansia) o perdere i treni.
L’altra notte ho sognato di partecipare a una specie di festa/evento dove c’erano molte persone e molto cibo. Soprattutto c’erano torte spettacolari come queste, queste e queste. Soprattutto, c’era molto cioccolato in tutte le sue declinazioni mangerecce.
Mentre ragionavo tra me e me su cosa scegliere, prendevo un piatto e mi avvicinavo a una torta meravigliosa. Un misto di mousse al cioccolato, morbida, glassa croccante, sentore di cremino, consistenza soffice. Per fare un parallelo, prova tu a immaginare il mangiare che ti soddisfa di più col profumo, il desiderio, l’aspettativa, l’acquolina e tutto il resto.
Solo che arrivata lì nei pressi della torta non riuscivo a muovere un passo. Avevo in mano il piatto e non riuscivo a muovermi, ero inchiodata al pavimento. Davanti alla torta c’era un cameriere che somigliava a Mr Grady e Mr Grady non è che sia ’sto grande amicone.
“Madame, cosa desidera?”
“Quella torta, per favore.”
“E’ finita.”
“Non è vero.”
“Le dico che è finita.”
Nel mentre vedevo un sacco di persone che me la mangiavano sotto agli occhi e poi, a un certo punto, la torta che volevo era finita davvero e non avendo più delle parole, piangevo e mi disperavo.
Mi sono svegliata con dentro una sofferenza, una sofferenza tale che è stato come se mi avessero tolto qualcosa di fondamentale.
Sono corsa in cucina.
Ho preso un panino morbido e l’ho riempito di nutella e gli ho subito dato un morso, velocissima. Poi mi è venuto in mente quello stronzo di Mr Grady e ho pensato Mr Grady, questa volta ti ho fregato.

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