Sopravvivere a se stessi

Di Daniela Losini | lunedì 27 luglio 2009 alle 11:02

La sottile linea che separa il dolore dalla rinascita, è l’abitudine a vivere.

Tu non sai dire addio

Di Daniela Losini | giovedì 23 luglio 2009 alle 11:05

e nemmeno io.

Una notte con Beth Cooper

Di Daniela Losini | mercoledì 22 luglio 2009 alle 22:13
Chris Columbus una volta dirigeva commedie, una volta ha diretto i primi due Harry Potter, “L’uomo bicentenario” e “Mrs Doubtfire”. “Una notte con Beth Cooper” sancisce (a meno che non succeda l’imponderabile) l’avvio verso la fase decadente. Di commediole per teen ager che fanno il verso ad “American Pie” ne è pieno il mondo in celluloide. Qualcuna riesce bene come “Suxbad”, qualcun’altra funziona a metà come “La ragazza del mio migliore amico”, qualcun’altra ancora, affonda.
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Legge universale del mattatoio

Di Daniela Losini | lunedì 20 luglio 2009 alle 15:12

O sei il macellaio o sei la mucca.

Non perdere la fiducia nella primavera*

Di Daniela Losini | venerdì 17 luglio 2009 alle 11:09

Secondo me, tutti nella vita hanno dovuto aspettare.

Molti dalla sala d’aspetto non escono mai perché hanno paura. Tanti che si son persi, i parenti, potrebbero trovarli lì.

Siccome ho capito presto che nella sala d’aspetto, per un motivo o per l’altro, ci si passa molto tempo, ho deciso che la mia me la sarei sistemata a misura.  Ci sono grandi finestre, un paio di porte scorrevoli trasparenti:  si possono vedere le persone cosa fanno fuori. Ho anche l’uscita di emergenza con il maniglione antipanico, ché la 626 io la rispetto, io. Ho un piccolo atrio nel quale posso uscire a prendere aria. La mia sala d’aspetto è ben fornita di luce, generi di conforto e c’è anche il wi-fi.

Ho un muro tutto bianco apposta per scriverci sopra delle cose ma ci sono anche dei disegni. Corna, bicorna, dei cuori e qualche dito medio. Ci son scritti un sacco di numeri di telefono, indicazioni stradali, nomi di persone che ho dimenticato ma che in quei momenti da sala d’aspetto avevano in mano un pezzo del mio futuro.  Secondo me se ci si soffermasse a pensare  sto mettendo quella persona in sala d’aspetto per un motivo o per l’altro, potrebbe essere che si capirebbero delle cose nuove.

Ci son delle volte che poi con le risposte che aspetti vieni liberato, il tuo tempo di attesa è finito e allora esci. Altre ancora è bene che lo capisci tu che è ora di uscire, perché la risposta non verrà mai.

Quello che bisogna fare, secondo me, quando si è nella sala d’aspetto è usare quel tempo sospeso per riflettere. Oppure per mettersi a imparare quelle cose che fino ad allora non ti sono sembrate utili.

Perché  imparare ad aspettare è una cosa, imparare ad aspettare bene è un’altra.

*

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Un Mercoledì da Leoni #20

Di Daniela Losini | mercoledì 15 luglio 2009 alle 18:59

stasera, Radio!

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UPDATE: il computer sta spirando, va in crash e  non posso trasmettere, a mercoledì prossimo (deve esserci qualche Terminator nel chip…)

Visitatori

Di Daniela Losini | mercoledì 15 luglio 2009 alle 11:50

“Buona sera, sono lo Sconforto.”

“Guardi, proprio lei si stava aspettando qui.”

“Su non fare così, d’altra parte è una sfumatura dei sentimenti umani e quindi anche dei tuoi.”

” Mi dia del lei che prender le distanze è meglio.”

“Come crede.”

“Non si offenda ma non è che sia proprio il benvenuto.”

“Pensi che volevo venir pure accompagnato dall’amico Pessimismo.”

“C’è a malapena posto per lei e oltretutto a tempo determinato,  anzi guardi rimanga pure per la cena e dato che è qui, facciamo anche conversazione. Poi come ogni ospite ammodo a una certa ora, si ritenga congedato.”

“Cosa si mangia?”

“Pizza.”

“Mi congedo domani sera verso le dieci, faccia come se non ci fossi.”

“Impossibile.”

“Beh è la mia natura.”

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