Tutto tace

Di Daniela Losini | giovedì 28 maggio 2009 alle 12:41

e anche io.

Vincere

Di Daniela Losini | giovedì 21 maggio 2009 alle 13:19
Marco Bellocchio con “Vincere” torna al suo migliore cinema, liberato dalle ottusità sepolcrali delle opere scritte in collaborazione col detestabile Massimo Fagioli, riportando alla luce i temi che lo ossessionano dentro la vicenda di Ida Dalser. La “prima moglie” del duce, colei che vendette i suoi beni per finanziare Il Popolo d’Italia. Colei che gli diede un figlio, colei che ottenne solo una famiglia condannata alla disgrazia della rimozione e della condizione di segreto noto ma non raccontabile.
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Io dello spam intelligente, c’ho paura

Di Daniela Losini | mercoledì 20 maggio 2009 alle 15:15

Nella casella dello spam guardo sempre perché sono ossessionata che una mail importante, qualunque essa sia, finisca lì dentro. Chessò il nuovo lavoro che un giorno avrò, uno zio argentino che mi lascia dei bond, cose così.

Quindi la controllo sempre e spesso (siccome sono pigra e non sempre ho voglia di far seguire l’azione al pensiero anche perché dico che son pigra ma poi mi stanco) faccio screenshot per il pubblico ludibrio. Poi o non li pubblico o poi, mi passa il momento e bon.  Ma oggi c’era questo messaggio:

Suicidal? Take your prescription pills!

No dico, quando dove come e perché o è una previsione futura? Basta saperlo che mi organizzo.

Parole che risuonano

Di Daniela Losini | lunedì 18 maggio 2009 alle 14:20

Ero lì che ascoltavo e pensavo a quello che diceva. Raccontava di un tizio che ragionava sulle parole. Te ne viene una? Pensaci cinque, dieci anni. Poi scrivila.
Queste sono le cose che penso sempre e da sempre, sulla scrittura.

Poi ho pensato anche un’altra cosa:  quanti sono, allora,  gli anni sprecati sulle parole sbagliate?

Il nero

Di Daniela Losini | giovedì 14 maggio 2009 alle 11:34

Il nero aveva una bocca grande.

Talmente grande che misurarla non potevi perché non esistevano unità di misura sufficienti per delinearne i confini.

Un giorno però uno scienziato si mise in testa di trovare una forma di misurazione possibile. Passò quindici anni sui libri e altri due scrivendo su una lavagna equazioni lunghissime che mano mano diventavano sempre più corte, sino a ricavarne una formula che indicava la nuova unità di misura che serviva a definire la grandezza della bocca del nero.

Impiegò altri tre anni a delimitare tutto il perimetro, nel frattempo la moglie lo lasciò, i figli invecchiarono arrabbiati e i nipoti sapevano solo di avere un nonno che lavorava al buio.

Quando ebbe finito, lo scienziato si mise a fare qualche altro calcolo e determinò che con una certa forza, si sarebbe potuto creare un tunnel.  Applicò i calcoli e le leggi fisiche operarono il resto.

Quando ebbe aperto il tunnel si rese conto che l’unica cosa consequenziale e saggia in quanto studioso, era varcare il tunnel.  Camminò, in misura temporale concordata, per circa tre giorni.

Quando arrivò alla fine, citofonò al campanello di casa sua ma nessuno rispose.

Un Mercoledì Da Leoni #18

Di Daniela Losini | mercoledì 13 maggio 2009 alle 16:19

Ritorniamo a diffondere il verbo leonino: questa sera in diretta la puntata numero 18, di Un Mercoledì Da Leoni dalle 20 sino alle 21 e rotti, dai microfoni di Radionation.

Star Trek, Wolverine, Angeli e Demoni e l’usuale pesca nella memoria (se il tempo ci assiste, Lo Stato di Una Nazione ovvero il box office e via di nozioni cinefile).

La Musique, è curata dalla sottoscritta e dal prezioso Marianz l’inrockuptible.

Le istruzioni per intervenire in diretta:

clicca qui: è possibile ascoltare e continuare a navigare (si apre un piccolo player)

clicca qui: puoi partecipare alla diretta ed entrare nel chan dedicato (#radionation1)

clicca qui: scegli il tuo nick e accomodati

oppure clicca qui e memorizza le frequenze, visitatore: http://radionation.it:8080/listen.pls


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Piccole avventure da cercatori lavoro #2

Di Daniela Losini | lunedì 11 maggio 2009 alle 11:46

Bisogna proprio dire che spedire curriculum,  setacciare inserzioni e gettarsi nel mare della ricerca di un lavoro, è un’impresa.

Ci sono delle cose che ho maturato a mo’ di cristallino pensiero scaturente dalla contingenza del momento: innanzitutto oltre alle credenziali, dovreste mettere con una scritta in giallo a carattere 72 che intendete essere retribuiti, numero uno. Essere retribuiti correttamente, numero due. Dibattere sul corretto ora sarebbe aprire una ferita purulenta. Ci si concentri sul concetto in genere, io lavoro e tu mi retribuisci.

Pensavo che questa dimenticanza fosse insita nel mestiere di scribacchino ma non è così. Per mia fortuna e vostra sfortuna cari datori di lavoro cialtroni, so fare anche un altro lavoro e sentirmi dire (balbettando quasi) che 12 anni di esperienza li volete pagare sei euro nette l’ora, non è che vi consegni alla storia come degli imprenditori illuminati, mi  sembrate più che altro i nuovi negrieri xenofobi.

Ora non è che qui si scopre l’acqua calda nè si va a ingrossare le file degli scontenti, dei disillusi e dei lamentini, ma qualcosa di profondamente sbagliato in questo modo di intendere il lavoro ci deve essere per forza.

Quando è stato il giorno nel quale si è derogato alla propria dignità e la si è svenduta? Quando è stato il giorno che vi siete incattiviti e vi siete messi a presidiare il vostro lavoro e non essere più solidali con il collega più sfortunato? Quando è avvenuto che i diritti acquisiti dopo anni di lotte sindacali, si sono arenati contro la flessibilità, l’imbroglio di una vita possibile, uno stipendio da fame?

(vado nella caverna del druido per un po’,  statemi bene)

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