I pensieri da treno
Secondo me esistono dei pensieri che si pensano solo quando sei in treno.
Ci sono delle cose che ti tornano alla mente, solo quando guardi fuori dal finestrino che scorre le faccende del mondo.
Se ci si mettesse a scrivere i pensieri da treno e poi li leggessimo, sono quasi sicura di sapere che quei pensieri, magari di cento persone diverse, finirebbero con l’assomigliarsi. E che altre cento persone lascerebbero quelle pagine, vuote.
Sono tanti i pensieri da treno. Talmente tanti che se li pensi tutti poi, non hai quasi più niente da pensare, quando scendi. E sei più leggera.
Biglietto di ingresso
Paga il biglietto d’ingresso. Prende in mano il pezzetto di carta e prima che la maschera strappi il tagliando, lo stropiccia quasi staccandolo. Ha letto e riletto il fumetto molte volte: sa della disperazione, della solitudine, sa molte cose. Ha compreso l’antimateria. L’ha veduta nella polvere della sua miseria. Era controluce i giorni di primavera, l’ha intuita nelle righe del sole d’estate quando scolora il giorno nella sera ed è lì che si è sentito solo. Ma non c’è stata paura. Solo un pensiero.
Si siede e le immagini corrono: dio quanta bellezza, anche voi, allora avete lacrime. E’ emozionato. Così tanto che non lo sopporta. Accarezza la canna nascosta nello zainetto. E si calma. Non si può reggere così tanta bellezza senza lacerarsi il petto. Non ci deve pensare alla commiserazione, non è per quello che lo farà. Altrimenti basterebbe alzarsi, urlare qualcosa a caso e farlo davanti agli occhi di tutti. Vuole invece che il silenzio lo accolga.
Riprende il controllo e mentre Gufo Notturno piange l’amico con gli occhi impazziti dal dolore, preme il grilletto e tutto si spegne. Soffoca un sospiro. Solo un leggero tonfo. Il corpo è abbandonato. Nessuno se ne accorge.
(racconto ispirato da questo fatto di cronaca)
La metafora di Rocky
Non vince. Ma combatte tutti e quindici i round.
Cose dell’altra internet (e io non ce lo sapevo) dal #4 al #8
Gente che posa.
Gente che ha gli ipod ripieni di musica. (cit.)
Gente che no, sai non mi piace la letteratura splash.
Gente che si lamenta di chi si lamenta: ad esempio, io (ma questa, la sapevo).
Mostri contro Alieni
Terminator Salvation: la campagna virale
Ok, ho un nuovo lavoro
Prima di congratularti con me, guarda il calendario.
(ciò non toglie che se tu me lo offrissi un nuovo lavoro, non mi offenderei visto che sono in cigs da oggi e questo, non è uno scherzo)
