Wired, quel che penso

Di Daniela Losini | 8 marzo 2009 alle 11:48

Intanto anche se uno lo sa,  è vero e confermo che per l’ennesima volta, gli abbonati sono lettori di serie b.tom

Mi è arrivato a casa dopo una settimana dall’uscita ufficiale e parliamo di Milano su Milano*.  Tempistica pessima.
Dal lato inchieste ci siamo anche se, ad esempio, la Montalcini non l’avrei fatta intervistare da Giordano, troppo inflazionato e quel RLM abbreviato l’ho trovato orribile quanto a licenza letteraria.
Alcuni box sono troppo stile  internetleso: che mi frega di come si converte un video da youtube quando lo posso fare in rete?
Intuisco uno scheletro saldo ma da implementare con una visione più ampia e più da innovatore reale e non da stabilizzatore di contenuti.
Per intenderci: lo stile assomiglia molto alle pagine tecnologiche di Glamour che sono ben costruite e accattivanti e non voglio sentir parlare nè di rivista femminile nè di maschile ché la tecnlogia, proprio non ha sesso. Nonostante i portatili rosa eccetera, eccetera.
Rilevo un’ossatura e un impianto che per il futuro potrebbe reggere ma bisogna osare un po’ di più senza timore del giudizio.

ph tomstardust

*non è un dato certo, vedi commento di Suzupearl

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3 commenti su “Wired, quel che penso”

  1. artista1969 scrive:

    E adesso che sono ABBONATO al tuo blog?Sono di “serie B” anch’io?
    Saluti.
    artista1969

  2. suzupearl scrive:

    Sul “Milano su Milano” ho qualche dubbio però, perché la distribuzione è indipendente dalla sede delle redazioni

  3. Daniela Losini scrive:

    @artista
    per te c’è l’apposita corsia amici-della-dany ovvero vengo a casa tua a scrivere i post direttamente sul tuo computer :) baci e bentrovato anche qui

    @suzupearl
    sistemato, grazie :)

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