Tante belle cose #1

Di Daniela Losini | martedì 31 marzo 2009 alle 11:28

Le cornachettieni non sono mai ramificate abbastanza.

Cose dell’altra internet (e io non ce lo sapevo) #3

Di Daniela Losini | lunedì 30 marzo 2009 alle 11:26

Quelli che si scrivono i commenti-flame da soli ma poi non si rispondono (no, perché l’indifferenza è importante).

Tatuato col dolore

Di Daniela Losini | sabato 28 marzo 2009 alle 20:37

Un uomo va dal dottore.  È depresso.  Dice che la vita gli sembra dura e crudele.  Dice che si sente solo in un mondo che lo minaccia e ciò che lo aspetta è vago e incerto.

Il dottore dice:  “La cura è semplice.  In città c’è il grande clown Pagliacci. Vallo a vedere e ti tirerà su”.  L’uomo scoppia in lacrime. “Dottore”, dice, “Pagliacci sono io”.

Dal diario di Rorschach

Cose dell’altra internet (e io non ce lo sapevo) #2

Di Daniela Losini | venerdì 27 marzo 2009 alle 10:45

La blogosfera non esiste.

Cinema 2.0: alcuni tentativi di realizzazione

Di Daniela Losini | giovedì 26 marzo 2009 alle 22:44
Facendo il punto, di volta in volta, sullo stato della cinematografia nell’era del digitale e del cosiddetto web 2.0, non potevano passare inosservati alcuni progetti che tramite la rete, si coordinano al fine di produrre un’opera filmica.
Categorie: Mytech
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Cose dell’altra internet (e io non ce lo sapevo) #1

Di Daniela Losini | mercoledì 25 marzo 2009 alle 10:12

Quelli/quelle che si iscrivono al wiki di un qualsiasi barcamp, iniziativa eccetera eccetera  solo per avere un backlink.

Cose che succedono (agli altri)

Di Daniela Losini | martedì 24 marzo 2009 alle 11:20

quando porti in giro un libro dove ci sei anche te.

Ci son persone che ti avvicinano, fan finta di incuriosirsi e poi ti chiedono l’indirizzo mail.  Se non glielo dai,  sei maleducata e poi ti odiano.  Se rispondi sì, nove volte su dieci ti mandano il loro manoscritto. Di trecento pagine.

A ogni presentazione è ma-te-ma-ti-co che ci sia il matto del paese, della città, del rione, del circondario, della casa circondariale.

A tutt’oggi risultano pervenuti: il bresciano al festival del giallo che ha chiesto la stessa foto almeno otto volte (non andava bene la posa); il poeta avvinazzato nel pavese che mi parlava a due millimetri dalla faccia, urlando;  PTWG a Parma.

Infine, l’imbacuccato  alla Mondadori a Milano (temperatura nella stanza: 300gradi) che ci ha fatto firmare un foglio con tutti i nomi delle autrici dicendo: “Eh gli autografi scriveteli ben chiari che son per mia nipote”. “Sì certo, a chi mettiamo la dedica?” “A Luca, grazie”.

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